domenica 29 novembre 2009

CWT150 FATX - Alimentatore switching riparato (parte 1)


Mi hanno regalato, per la cifra simbolica di 6 euro, 2 mini PC dotati di mother board mini ATX Epia ed un'altra mother board nuova di palla con imballo originale. In realtà il tutto era gratis, dei rimasugli ingombranti di laboratorio utilizzati per delle server appliance sperimentali che non hanno trovato mercato. Mi sentivo in colpa a ritirarli "agratis", per cui mi sono offerto di offrire sigarette cappuccino e brioche al Collega che ha deciso di disfarsene. Il materiale arriva nel momento giusto, dopo la decisione di cambiare il vecchio server, di recupero dalla discarica, col contenitore piegato da una caduta accidentale e risistemato a martellate, il tutto tenuto assieme con il nastro adesivo e con un alimentatore talmente rumoroso da sembrare un quadrimotore tupolev di fabbricazione sovietica in piena guerra fredda. Lavorare in ufficio con un fischio costante non è proprio il massimo ed ho resistito solo perchè le finanze languono e di spendere in regime di sciopero della spesa nemmeno a parlarne... per coerenza.
Entrambi i case appena recuperati hanno l'alimentatore rotto, sono senza disco fisso e solo uno di loro ha un banco di memoria da 512Mb. Recupero un disco da 40 Gb (più che sufficienti per lo scopo), ed un alimentatore da PC (il più minuscolo che ho trovato, l'ho attaccato esternamente al case col bi-adesivo) e dopo l'installazione di una distribuzione linux, il server è pronto per lavorare 24/24 7/7 con un rumore attenuato rispetto al precedente ma ancora udibile. La ventola si sente ancora...soffia.

Decido allora di riparare l'alimentatore switching originale in dotazione al contenitore recuperato. Ne ho due, penso, e sicuramente uno lo rimetto in funzione. L'obiettivo è fare pratica con le riparazioni, risparmiare e divertirmi, ovviamente. La decisione di riparare è nata anche da due fattori: un salto da un rivenditore mi ha spinto a prendere la decisione...l'alimentatore nuovo, venduto singolarmente costa attorno ai 90 euro senza iva e senza sconto. Inoltre il rivenditore vuole rifilarmelo assieme al case per ulteriori 60 euro. Per fortuna non riesce a trovarlo in magazzino (scoprendo così che il pezzo se lo era imboscato un suo dipendente) e così me ne vado felice di non dover inventare una scusa per non dargli del ladro davanti ai suoi clienti. L'alimentatore è della Channel Well Technology Co. LTD modello CWT150 FATX, uno switching da 150 W miniaturizzato. Il metodo di riparazione è sempre quello già spiegato nei post precedenti (alimentatore della Fonera e dei telefoni Perfectone IP301). Dato che l'alimentatore è completamente morto, il primo controllo è per il fusibile di ingresso, risultato interrotto ed il secondo controllo, effettuato visivamente, mirato ad individuare se ci sono segni di bruciature. Lo spazio non è poi tanto ed occorre farsi largo dissaldando uno ad uno i componenti dall'ingresso in avanti. Si procede con il controllo dei componenti a valle del fusibile: il termistore, il filtro emi, il ponte dei diodi, il condensatore di livellamento, i mos-fet primari ecc.ecc. Fortuna vuole che un gusto risieda nel ponte raddrizzatore e nel termistore risultato "esploso" (me ne sono accorto dopo in quanto nascosto dal fusibile). Il guasto sembra quindi localizzato nella parte primaria in quanto sembra che i componenti a valle si siano salvati. Tutti i componenti utilizzati per la riparazione sono di recupero: il fusibile da 4A, il ponte raddrizzatore da 600V 2A (KBP06). Per il termistore ho avuto qualche difficoltà. Non ho trovato un SCK054 ma solo un SCK053 e SCK055. L'ultima cifra indica il valore della corrente supportata. Ho scelto quello con corrente più alta anche se non ho compreso bene una cosa. L'alimentatore in ingresso assorbe 2.5A (dati di targa) mentre il ponte è da 2A ed il fusibile da 4A....non dovrebbe essere almeno da 2,5A?

Un termistore PTC da 3A potrebbe andare bene ma ho fatto un ragionamento, conoscendo un pò a memoria lo schema.
In ingresso agli alimentatori switching assieme al filtro EMI, a scopo sicurezza, ci sono solitamente inseriti in serie il fusibile ed il termistore PTC (solitamente simile ad una pastiglia colore nero o verde nel nostro caso) e, in parallelo, due o più soppressori di sovra tensioni ad ossido (resistenze non lineari che presentano un valore molto elevato fino ad una certa tensione per poi ridursi a valori bassissimi oltrepassata questa). Lo scopo dei soppressori è quello di cortocircuitare eventuali sovratensioni di breve durata, ma elevata energia, che i condensatori non sarebbero in grado di assorbire. Questi varistori si comportano, quindi, come corto circuiti a massa per tensioni superiori a quelle limite, salvaguardando i componenti successivi. Sono solitamente posti a valle del fusibile, hanno l' effetto di farlo fondere se l' impulso di sovratensione dura sufficientemente a lungo. Voglio fare cenno alla funzione del fusibile. Ci si potrebbe chiedere perchè non è posto in una posizione accessibile per la sostituzione da parte dell'utente, anzi, spesso è saldato al circuito stampato.
La ragione è che la bruciatura del fusibile, per un alimentatore switching, è un fatto estremo che avviene o per un sovraccarico molto grande che si protrae a lungo, per l'azione dei varistor o semplicemente per il guasto del PWM o dei transistor di commutazione sulla rete che vanno in corto circuito.
Lo scopo del fusibile non è salvare l' alimentatore, ma piuttosto salvare la rete e l' utilizzatore dal guasto dell' alimentatore ed evitare che una corrente eccessiva provochi gravi danni, come esplosione dei condensatori o incendi. Spesso, quando il fusibile brucia, i transistor dello switch primario sono già ampiamente defunti e l'alimentatore è inservibile. Sfortunatamente, il tempo di fusione delle giunzioni dei semiconduttori è molto minore di quella del filo del fusibile.
Lo scopo del fusibile non è quindi quello di salvare questi transistor, ma di evitare una sovra corrente in rete dovuta ad un corto circuito sull' alimentatore stesso.

Unica rara situazione in cui il cambio del fusibile potrebbe essere utile è quella che la sua bruciatura sia dovuta all' intervento dei varistor che ha cortocircuitato un impulso di sovra tensione e che questa non abbia danneggiato nulla a valle. Siccome il fatto è estremamente improbabile e in tutte le altre situazioni il ripristinare il fusibile senza aver rimosso le cause della bruciatura sarebbe non solo inutile, ma anche assai pericoloso, ecco che il fusibile stesso non è accessibile e non ne è prevista la sostituzione da parte dell'utilizzatore. Nel nostro caso, è molto probabile che il guasto sia dovuto alla rottura del ponte (lo spero) che ha mandato in fumo il PTC... per fortuna.
Ad ogni modo per trovare il valore corretto del PTC occorre tenere conto che i condensatori di ingresso, all'inizio della carica, assorbono una corrente direttamente proporzionale alla loro capacità; i condensatori elettrolitici della sezione ad alta tensione dello switching, hanno valori piuttosto grandi (da 220 microfarad in su) e questo causa un forte impulso di corrente all'accensione. Un simile "colpo" di corrente, che può raggiungere molte e molte decine di ampere, per quanto molto breve, non sarebbe ben accolto dai semiconduttori, in particolare dai diodi del ponte raddrizzatore, che rischierebbero la rottura per sovraccarico. Inoltre questo forte impulso di corrente sarebbe anche poco gradito ad eventuali dispositivi di protezione della linea di alimentazione, facendoli scattare.
Ecco perchè, tra il filtro di ingresso e il raddrizzatore, viene inserito un limitatore di corrente costituito dal termistore PTC (nel CS è indicato con TH): il suo scopo è quello di limitare il fortissimo impulso di corrente che si ha all'accensione dell'alimentatore.
Il termistore PTC, all'accensione, è freddo ed ha una resistenza molto alta; questo limita il valore della corrente ad un valore ragionevole basso da non creare danni ai conduttori e agli altri componenti interessati e a non far scattare eventuali protezioni dell'impianto di alimentazione della rete.
Avvertenza : il PTC è caldo quando è al lavoro, per cui a parte il pericolo di scosse è decisamente meglio non toccarlo.
Mano a mano che la corrente carica i condensatori, il termistore si scalda e la sua resistenza si riduce, fino a che diventa trascurabile. Il picco di corrente si attenua e l'alimentatore assorbe la sua corrente di ingresso tipica, che dipende dal carico applicato. Inserire nel nostro circuito un PTC da 3A, comporta farlo lavorare al limite, con conseguente rischio di vederlo "bruciare" senza far intervenire il fusibile. Un valore più alto invece essendo sovradimensionato rispetto al normale valore di intervento del fusibile, lo salverà da morte prematura durante il normale funzionamento, garantendo nel contempo un protezione accettabile in quanto più lento a scaldarsi del modello da 3A. Inoltre entrambi i componenti (da 4 e 5Ampère) hanno un valore Zero Power Resistance di 5 ohm (a 25°C)
Sperando che il ragionamento sia "giusto", procedo con la saldatura dei componenti "nuovi" di recupero e con un pò di ansia decido di provare ad accenderlo. Per l'avvio dell'alimentatore occorre predisporre un minimo di carico in uscita (un paio di lettori CD vanno bene) e dare il consenso all'avvio. Basta collegare il filo verde con un filo nero (la massa) e....funziona!! La ventola parte, i lettori CD si avviano... funziona davvero! Eureka!
Anche questa volta ho salvato un rottame dai rifiuti tossici, consapevole che nessuno riconoscerà mai il mio contributo a salvare l'ambiente a vantaggio di tutti. Pazienza. Resta una grandissima soddisfazione che mi spinge a mandare a quel paese il rivenditore disonesto che nel tentativo di rapinarmi con la vendita del nuovo mi disse con un sorrisetto ebete..."...ci ho già provato a ripararli...è impossibile...lascia perdere..", ma vaffanculo va, incapace!
Alla prossima.

P.S. L'ora non è legale ed il tempo corre. Ripeto: L'ora non è legale ed il tempo corre.

domenica 15 novembre 2009

NEC e616V - autopsia


L'impulso di capire e conoscere mi ha assalito all'improvviso, alle spalle, senza preavviso, proprio durante un ritaglio di tempo, mentre ho per le mani un vecchio cellulare NEC mod. e616V della Tre. L'alimentatore è rotto, bruciato e purtroppo irrimediabilmente irreparabile. L'apparecchio è sicuramente funzionante (mi fido di chi me l'ha dato perchè lo conosco) ma è quasi impossibile da aprire. Le viti di chiusura infatti sono quelle con incavo a triangolo e di trovare il cacciavite adatto di quelle dimensioni nei normali circuiti commerciali a prezzi ragionevoli è quasi impossibile. Decido allora di tentare di aprirlo comunque. Impossibile provare ad incastrare un mini cacciavite piatto e tentare di fare leva. Il cacciavite si rompe ed a mali estremi, estremi rimedi. Si prende una punta di trapano che si incastri nel centro del triangolo. Le viti sono affogate nel cover di plastica. Con il dr*mel (o simil-compatibili) le si fa girare velocemente sino a quando non si cola la plastica e si elimina la filettatura della sede. E' un metodo parzialmente distruttivo, per cui se si sta riparando l'apparecchio (senza attrezzatura? orrore!) occorre poi sostituire le viti con altre leggermente più grosse e con una testa normale (torx o a stella). L'apertura del cover non è difficile, è ad incastro. Si tira delicatamente e si fa leva con un attrezzo in plastica (per evitare di rigare o rovinare il cover). Il mio obiettivo è quello di verificare se il display LCD presenta delle sigle che mi possano permettere di ri-utilizzarlo in qualche applicazione, visto che ha delle dimensioni generose (TFT, 65K colori 176 x 240 pixels, 35 x 43 mm). Mi interessano anche le due Cam CMOS da 1.3 Mpixel (CIF 352 x 288 pixels), il micro microfono ed i mini altoparlanti. Anche la tastiera a joystick centrale è interessante da recuperare. L'unico neo sono i connettori dei cavi flat. Hanno un passo maledettamente stretto e dissaldarli è una sfida, nei negozi non si trovano e trovare quelli giusti una vera impresa, specie se servono in modeste quantità. Forse...dai cinesi...devo cercare.

Prima devo procurarmi lo schema dell'apparecchio, ma dato che si tratta di un modello un pò vetusto, dubito che sia in circolazione. Ad ogni modo, con lo schema in mano dovrei riuscire ad avere anche la piedinatura dei flat ed i tipo di segnale necessario ad un retrofit dei componenti per altre applicazioni. Lo schermo grafico per evitare di usare i soliti LCD verdi a caratteri, bellini ma obsoleti. Le due cam CMOS, per qualche microspia portatile customizzata, occultata nei posti più impensabili per la videoregistrazione ambientale. Se si riuscisse ad eliminare il filtro IR, non escludo si possa fare anche una camera termografica ad infrarossi, sarebbe fantastico. Ad ogni modo, alcune foto le ho "rubate" da un altro sito, che frequento spesso e che gentilmente mi ha concesso il permesso di usarle. Nella sezione hardware a volte vengono messi in offerta dei particolari di ricambio obsoleti a prezzi davvero ridicoli (non so come facciano a guadagnarci qualcosa), solo che occorre andarci spesso per accaparrarsi qualche occasione. Tutto materiale utile per riparazioni o semplicemente per qualche riutilizzo diverso da quello cui erano destinati. Ora passo alla ricerca dello schema e se riesco a fare qualcosa non mancherò di divulgare i risultati. Alla prossima.

P.S. Il monolito è a pezzi e manca il motore. Ripeto: Il monolito è a pezzi e manca il motore.

venerdì 13 novembre 2009

IP-301 2° Alimentatore riparato


Si doveva rompere anche il secondo alimentatore del telefono IP301, dopo il primo, segno indicativo che probabilmente la qualità dei componenti o la progettazione non è proprio delle migliori. Con molta probabilità quell'azienda che sta mettendo in strada i lavoratori, arrivando persino ad inviare delle squadracce di loschi delinquenti al fine di sgomberare gli uffici pacificamente occupati per legittima protesta, ha a suo tempo acquistato qualche container di apparecchi di seconda scelta, sicuramente per risparmiare.
Stiamo parlando dell'alimentatore:
GME Switching AC/DC power adapter
Model: GFP121T-0913
I/P:AC 100-240V 50/60Hz 0.3A
O/P:DC 9V 1.3A
I.T.E. Power Supply (indoor use only)
Made in china 0708-0006171
Il guasto è lo stesso di quello già trattato un pò di post addietro. Due condensatori di uscita da sostituire. Il sintomo è la voce e la suoneria "gracchiate", le scritte sul display che si affievoliscono. Stavolta non ho aspettato che l'alimentatore si guastasse del tutto. L'apertura del guscio l'ho già descritta e può essere fatta senza rompere nulla in quanto è ad incastro. Basta fare leva, delicatamente, nel foro di entrata del cordone di alimentazione per sganciare le parti. All'apertura si notano immediatamente i due condensatori elettrolitici di uscita. Osservandoli, si nota immediatamente un rigonfiamento del contenitore metallico nella parte superiore che evidenzia una superficie a forma di "cupola", invece della tipica forma piatta. Dall'immagine è possibile notare la differenza fra quelli guasti (accanto al cordone di alimentazione DC) e quelli sani localizzabili nello stadio di ingresso AC, in prossimità del ponte raddrizzatore di tipo DB105G(729). Dall'osservazione non si notano rotture del contenitore metallico od evidenti fuoriuscite dell'elettrolita. In prossimità di un FET di potenza montato su un dissipatore di calore, di alluminio, il supporto del circuito stampato (presumibilmente in bakelite) appare di colore imbrunito, più scuro rispetto al resto del supporto. L'entità della "bruciatura" o "annerimento" non appare tale da destare preoccupazioni in merito alla tenuta meccanica del CS o al raggiungimento del punto di fiamma, che si presume molto superiore alle temperature di esercizio dell'alimentatore, in riferimento all'uso per cui è stato progettato. I due condensatori vanno sostituiti con due di pari valore (se non altro per rispettare le dimensioni meccaniche degli stessi). L'importante è che siano a basso ESR. Anche in questo caso sono stato fortunato nel reperirne due di uguali dalla montagna pazientemente dissaldata e riposta in una scatola in attesa di ri-utilizzo. Test e collaudo OK. Segue la prova in esercizio per verificare la durata della riparazione. Credo che nessun altro riparatore "ufficiale" si possa offrire volontario per una riparazione di così modesta entità. Costo del materiale:0€. 15 minuti di lavoro cosa potranno mai valere? sicuramente meno di un alimentatore nuovo o dell'enorme soddisfazione personale. Alla prossima.

P.S. Il cervo ha cantato e la merla è libera. Ripeto: Il cervo ha cantato e la merla è libera.

lunedì 2 novembre 2009

Samsung SGH-S300 - riparato


Oggi la DHL mi ha consegnato il pezzo di ricambio per la riparazione dello schermo LCD del telefonino in attesa di riparazione. Imballo OK, protezione contro gli urti adeguata, tempi di consegna ragionevoli...per 19 euro di spedizione tramite corriere, non male tutto sommato. Il pezzo è arrivato senza il microfono e senza l'altoparlante, contrariamente alla foto che ho visionato al momento dell'ordine e pagamento con carta di credito. Un punto a sfavore del fornitore che appariva serio e ben fornito. E' già partita una lettera di reclamo e vediamo se il trattamento riservato ai consumatori / clienti da parte dei fornitori d'oltreoceano è migliore di quello che avete in "itaglia". Comunque, il proprietario del telefono non può aspettare oltre, anche se sta utilizzando un nuovo apparecchio concesso in comodato d'uso come "telefono di cortesia" da usare sino a quando non avrò terminato il lavoro. Occorre dissaldare gli altoparlanti e saldarli sul nuovo pezzo.
Stagno sottile, flussante e stagnatore con punta sottile. Nel pezzo originale, lo stagno è ricoperto da una specie di gomma protettiva, credo messa lì per evitare rotture o distacchi accidentali dei fili sottilissimi, nonostante non ci sia pericolo che le parti si possano muovere. Per staccare i fili basta appoggiare la punta dello stagnatore e colare la gomma. Prima di saldare i fili sul pezzo nuovo occorre mettere una puntina di stagno sui nuovi contatti ricoperti in oro, operazione facilissima, non fosse per le dimensioni microscopiche su cui occorre operare. Il flussante in questo caso è indispensabile. ad operazione terminata, si procede con ripetere, all'inverso, le operazioni di smontaggio, senza dimenticare nulla (è sempre utile la documentazione fotografica in corso d'opera). All'accensione, tutto funziona a meraviglia, non fosse per un difetto del display esterno, quello piccolo. Presenta una riga nera orizzontale proprio al centro dell'area di visualizzazione. E' sicuramente un difetto della parte...seconda lettera di reclamo...
Il resto funziona a meraviglia ed il cliente accetta anche il difetto senza fare tante storie. Il problema è che vorrebbe tenersi il muletto prestato nel frattempo... è passato un oò di tempo e ci si è abituato. Mi spiace. Il muletto è nuovo, ha il bluetooth che non userai mai e poi mai e la fotocamera incorporata è un fronzolo inutile per l'uso che ne fai. Ridammelo per cortesia, grazie.
Costo totale dell'operazione? parte di ricambio, con cambio favorevole, 28,75 euro comprese spese di spedizione e sovrattassa per pagamento con pay-pal (vietata dai regolamenti....altro reclamo), un ora totale di lavoro... 30 euro, alla faccia del solito negozio che si offre di riparare a cento euro e proporre un nuovo acquisto perchè..."conviene", a chi??
Alla prossima.

P.S. Oreste passeggia sotto il pino nano. Ripeto: Oreste passeggia sotto il pino nano.