martedì 1 ottobre 2024

Festina F16459/2 riparazione ovovogio


 Ed ora mi sto anche improvvisando come orologiaio. Questo ovovogio, Festina modello F16459/2 mi è stato affidato con un "problema". Per ragioni ignote, la cassa si è aperta ed è uscita una parte in plastica che tiene fermo il meccanismo e non si riesce al volo a rimettere tutto a posto. In realtà, ci vedo poco, sono miope, presbite... cecato! ed al volo non ho ben capito come riassemblare il tutto. Ho quindi preferito portare il tutto nel mio bunker segreto dove costruisco dispositivi sofisticatissimi per eliminare dal pianeta tutti gli unani che lo popolano. 

Già che ce l'ho, (mi accorgo che anche la batteria è da sostituire) preferisco smontarlo e darci una pulita a fondo, con gli ultrasuoni. Togliere il cinturino è abbastanza facile, con un cacciavitino micro si fa leva sui perni a molla. Ci si accorge così dello sporco, grasso, polvere, cellule morte, acari, coccodrilli e tardigradi... meglio dare una pulitina a fondo. Anche la cassa è da pulire per bene ma occorre togliere il meccanismo... si ok ma bisogna togliere il perno/corona che serve a regolare la data/ora... mistero sul come si fa, dannazione! sono un informatico non un orologiaio! 

Allora ci si avventura alla ricerca del sacro tutorial, sperando che qualcuno abbia già affrontato lo stesso problema ed abbia deciso di condividere l'avventura per il diletto del popolo....niente. Quindi? Come al solito tocca mettere in moto i neuroni (troppo) invecchiati ed attingere alle metodologie diagnostiche collaudate in tuttaltre problematiche. 

Questo ovovogio ha un movimento al quarzo, plastichetta fatta in serie in giappone, no jewels.. movimento MIYOTA 1N12. Manco con questo dato si trova niente, nessuna istruzione su come togliere il perno. Allora cerco istruzioni più generali, magari concentrate su altri meccanismi e trovo dei suggerimenti. In questo movimento, si nota in prossimità del perno, una micro freccia che punta su un foro. Si preme dentro e contemporaneamente con un unghia si estrae il perno, così si riesce ad estrarre alla fine il meccanismo dalla cassa (sperando di non aver rotto niente). 

Con le parti metalliche libere da parti delicate, le si immergono in acqua e sgrassante nella vaschetta di un apparecchio ad ultrasuoni, basta un ciòttolino cinese senza tante pretese, basta che lo sgrassante sia potente come l'acido solforico....Cyclon prima e poi un prodotto privo di marca preso in un negozio etnico ma che funziona da dio (e non avete idea del nero sporco che si scioglie). 

Per esagerare, la cassa ed il vetro si possono lucidare con un prodotto apposito o nel mio caso una pasta per lucidare i fanali dell'auto, funziona lo stesso e questo non è un Rolex da 150.000 euri. 

Poi si cerca la batteria da sostituire, che c'è da impazzire con le sigle. Quella installata riporta il numero 321 che si scopre corrispondere ad SR616SW, singolarmente su am*zon a poco più di 5 euri, ladri maledetti...prime....arriva domani comodamente a casa.

Rimonto il tutto e l'ovovogio è praticamente nuovo e splendente, ma per parafrasare la trasmissione Cash or Trash... Dott.Rosa, quanto vale? Dal sito ufficiale Festina l'orologio è quotato 49 euro (esaurito ovviamente). In giro fra gioiellerie e privati che se lo ri(s)vendono, si parte dai trenta euro sino al picco massimo di ben 160 euro di un negoziante ladro come un p*rlamentare al quinto mandato. 

Ebbene? Questa operazione, che non ho voluto filmare per non far inorridire chi l'orologiaio lo fa per passione e professione, convinto che in pochi ancora leggono preferendo gli short di titoc (tiè, ignoranti), l'ho fatta sempre per gli stessi motivi già spiegati negli altri post... soddisfazione, sfida, autostima, blah blah blah 'zzimiei. Alla prossima.

P.S. Il gallo canta tre volte prima che l'alba si spenga, ma solo chi sa il colore del vento conosce il tempo giusto per girare la chiave. Ripeto: Il gallo canta tre volte prima che l'alba si spenga, ma solo chi sa il colore del vento conosce il tempo giusto per girare la chiave.

Avvitatore Ferrex WWS-AS4 (Li-Ion battery upgrade)


 Un upgrade facile facile. Da un pò anche questo avvitatore preso al volo all'Ald* per le emergenze bricolose di casa, ha iniziato a dare i primi segni di stanchezza e pigrizia. Si carica un due minuti e si scarica in pochissimo tempo. Segno evidente che la batteria o è andata o è dimensionata male per ragioni che derivano ovviamente dal braccino corto di un avido imprenditore che ha assunto un ignobile progettista sicuramente ingegnere. 

Si produce al risparmio per aumentare i profitti e proporre i prodotti a prezzi bassi e poi ci si ritrova con un ciòttolo da potenziare a spese proprie. Alla fine non so se ho davvero risparmiato o se sono vittima dei soliti produttori furbetti che si approfittano di noi consumatori imbecilli e pure un pò poveracci. 

Fatto sta che in ogni caso, mal di pancia a parte, un upgrade non è poi così laborioso o difficile. 6 viti torx T9 e mezzo guscio si apre con facilità. Attenzione a levette e pulsanti che perderli è un attimo. 


 All'interno, la solita 18650 da 1500mAh (con il suo BMS), sostituita con un altra dello stesso formato (più grande non ci sta) ma di capacità doppia, 3000mAh. Con una puntatrice si saldano 2 strisce di nikel e si saldano a stagno i due poli positivo e negativo. Personalmente sconsiglio di stagnare i fili direttamente sulla batteria, il calore potrebbe danneggiarle irrimediabilmente (anche senza "potrebbe").

Rimontare il tutto in un minuto, facendo attenzione a non pizzicare i fili, e collaudare per verificare il corretto funzionamento. Funziona. Dai, sotto con un altro ciòttolo da riparare che in questo periodo si sta spaccando tutto, dal bollitore dell'acqua calda alla pinza plastica di una lampada da comodino, dalla batteria dello smartphone alla pila di uno swatch, dai cuscinetti del rasaerba e via dicendo...non è mai finita ma alla fine la guerra la vinco io! tiè. Alla prossima. 

P.S. La luna piena brilla solo per chi ha già raccolto i frammenti d’argento, ricordati che l’ultimo rintocco arriva dopo il quarto tuono. Ripeto: La luna piena brilla solo per chi ha già raccolto i frammenti d’argento, ricordati che l’ultimo rintocco arriva dopo il quarto tuono.

giovedì 18 luglio 2024

Esposto, denuncia, querela alla GdF/AdE


 Sono imbufalito. Da quando ho aderito alla Lotteria degli Scontrini ne ho viste di tutti i colori. "mi spiace non ce l'ho" è la risposta più gettonata dagli esercenti che hanno comunque l'obbligo di adeguare i registratori di cassa ai nuovi tracciati dell'Agenzia delle entrate. In realtà ti stanno dicendo che non vogliono proprio partecipare o rompersi i c*glioni a scansionare uno stupido codice a barre. Ne ho già parlato in passato ma oggi devo constatare che le furbizie contro l'odiata lotteria ha fatto un salto di qualità. 

Tu avvisi alla cassa che intendi partecipare, una sorridente commessa ti scansiona il codice lotteria con il lettore, prende il tuo bancomat contactless e poi ti consegna lo scontrino mentre imbusti la tua spesa con la premura di chi si preoccupa di quelli in fila che aspettano il loro turno.

Torni a casa e controlli lo scontrino che riporta "PAGAMENTO IN CONTANTI" escludendoti automaticamente dalla lotteria e senza possibilità di protestare. Già, devi dimostrare che alla cassa hanno letto il tuo codice lotteria o che hai chiesto di leggerlo, e.... come potresti? E' la tua parola contro la loro e per queste (per loro) quisquiglie figurati se la GdF si muove mai. 

Dovresti segnalare il fatto ma puoi farlo solo di persona, recandoti presso il Comando, oppure scaricare online il modulo per un Esposto (che differisce dalla denuncia o dalla querela) che deve però essere consegnato a mano di persona (la PEC manco sanno cosa sia dopo che ti obbligano ad averla come professionista). L'alternativa è il 117 ma ho come la percezione che verrei invitato a redigere un Esposto da presentare di persona per poi essere convocato di persona davanti a quel bandito di commerciante che darà sicuramente tutta la colpa alla commessa.

In caso di esposto la GdF convoca le parti per una "conciliazione".... e come/cosa conciliare? Pensateci.... sarebbe una gigantesca rottura di c*glioni per tutti e credo che almeno per una parte (immagina quale dai) non verrebbe digerita bene e si rischia pure una lavata di capo per aver fatto perdere tempo a tutti...pure!

Ecco, ed ora che faccio?? Mando giù anche questo rospo? Sul sito https://www.lotteriadegliscontrini.gov.it/portale/home puoi segnalare un esercente con solo due opzioni 1) non ha emesso lo scontrino 2) ha emesso lo scontrino ma si rifiuta di acquisire il codice lotteria ... le casistiche sono ben di più e comunque la furbata di leggere il codice lotteria e registrare pagamento cash anche se si usa la carta non è contemplata. Da un punto di vista fiscale o amministrativo non so cosa comporti un tale comportamento, se sia un illecito, un abuso o cos'altro ma alla fine una cosa è certa.... in quel posto lo prendo sempre e solo io. Ah...quasi dimenticavo, sul sito lotteridegliscontrini.it se clicchi sul bollino in basso a destra con la scritta "Vuoi aiuto?"...non succede nulla.  Andatevene tutti a fanchiulo, unani di m*rda!

P.S. Le rondini sono tornate al nido. La luna sorride sopra il fiume. Le anatre osservano i riflessi d'argento sugli specchi. Attenzione ai sogni non dichiarati, gli specchi non mentono. Ripeto: Le rondini sono tornate al nido. La luna sorride sopra il fiume. Le anatre osservano i riflessi d'argento sugli specchi. Attenzione ai sogni non dichiarati, gli specchi non mentono.

venerdì 5 luglio 2024

Riparare un Paio di Skechers: Un Viaggio tra Errori e Successi

Essere povero ha i suoi lati negativi, ma può anche trasformarsi in un'opportunità per sviluppare abilità pratiche e riscoprire la gioia del fai-da-te. Recentemente, ho affrontato una sfida interessante: riparare un paio di Skechers (non Sneakers) da running/passeggio, ricevute in regalo o meglio in cambio di prestazioni sulle quali per decoro e decenza preferisco non riferire. Ecco il racconto dettagliato della mia avventura.

Motivazione: Quando l’Indigenza Incontra l’Intraprendenza

Le mie fidate Skechers, compagne di innumerevoli passeggiate e corse, avevano visto giorni migliori. La suola era consumata, rendendole scomode e quasi inutilizzabili anche se la tomaia è ancora decente. In più, hanno preso la forma dei miei piedi e sono di un comodo galattico. Invece di comprarne un nuovo paio, cosa impossibile al momento per il mio budget ridotto (i poveri del burkina faso sono più ricchi di me), ho deciso di mettere alla prova le mie abilità manuali. Armato di buona volontà e un pizzico di follia, ho deciso di ripararle.

Passo 1: Tentativo di Scannerizzazione della Suola

Per prima cosa, ho deciso di scannerizzare la suola. Sì, avete capito bene. Ho messo le Skechers sullo scanner e ho digitalizzato la suola per avere un modello preciso su cui lavorare. Tuttavia, presto mi sono reso conto che questo metodo non avrebbe funzionato: la scarpa non era in piano, e la punta ricurva oltre al tacco arrotondato non venivano scannerizzati correttamente, questione di prospettive. Dopo vari tentativi falliti, ho capito che dovevo trovare un'alternativa.

Passo 2: Utilizzo delle Parti Staccate per il Modello

Ho deciso di tornare alle basi e staccare manualmente la suola sagomata nera in gomma dal sotto suola in gomma bianca. Con l’aiuto di un coltello affilato e una lametta, ho iniziato a separare le due parti. Questo passaggio si è rivelato più complicato del previsto. La colla in alcuni punti aveva deciso di fare resistenza, e sembrava che le mie Skechers avessero sviluppato un attaccamento emotivo al loro stato di disfacimento. Dopo vari tentativi e qualche taglietto alle dita (nota per i futuri riparatori: indossate i guanti!), finalmente sono riuscito a separare le due parti.

Una volta staccate le parti, ho usato del nastro carta per unire i pezzi staccati in modo da formare un modello continuo. Questo mi ha permesso di avere una sagoma precisa da riportare sul nuovo materiale.

Passo 3: Preparazione del Nuovo Materiale

Avevo un vecchio tappetino di protezione per piani da lavoro che sembrava perfetto per il lavoro. Utilizzando il modello creato con i pezzi staccati, ho ritagliato il tappetino con precisione (occhio alla differenza tra destra e sinistra)). Ho usato una combinazione di lametta, coltello, righello e punzoni in acciaio per pelletteria. È stato un lavoro di precisione degno di un artigiano del Rinascimento. Ogni ritaglio richiedeva concentrazione e pazienza, e qualche imprecazione colorita quando il coltello decideva di fare di testa sua. Calma, pazienza, precisione...prendiamoci il nostro tempo.

Passo 4: Preparazione della Suola

Prima di incollare il nuovo pezzo, ho preparato la superficie della suola. Ho pulito accuratamente sia la suola originale che il ritaglio del tappetino. Un po’ di carta vetrata ha aiutato a rendere le superfici più ruvide per garantire una presa migliore della colla. Il mio tavolo di lavoro sembrava il laboratorio di un alchimista con tutti gli strumenti sparsi e qualche goccia di colla qua e là.

Passo 5: Incollaggio

Finalmente, era arrivato il momento dell’incollaggio. Con una colla specifica per gomma e scarpe (Artiglio, la mia preferita), ho applicato uno strato uniforme sia sulla suola originale che sul nuovo pezzo. Dopo aver atteso qualche minuto per far asciugare leggermente la colla (quasi asciutta al tatto), ho unito le parti. Ho applicato una pressione uniforme, usando qualche libro pesante come aiuto (nota: scegliere libri meno preziosi, tipo quello di quel generale demente, la colla tende a sbordare!).

Errori e Successi

Naturalmente, non tutto è andato liscio al primo tentativo. Alcuni pezzi non combaciavano perfettamente, e ho dovuto rifare alcune parti del ritaglio. Anche l'incollaggio non è stato perfetto: una delle scarpe ha richiesto una seconda applicazione di colla dopo che una parte si è sollevata.

Tuttavia, dopo vari tentativi e qualche errore, alla fine ce l'ho fatta. Le mie Skechers hanno avuto una seconda vita. La soddisfazione di averle riparate con le mie mani è stata immensa, e il risparmio economico non è stato da meno.

Conclusione

Riparare le mie Skechers è stata un'esperienza istruttiva e gratificante. Mi ha permesso di risparmiare denaro e di mettere alla prova le mie abilità manuali. E poi, c’è qualcosa di speciale nel camminare con scarpe che portano la propria impronta artigianale. Se mai vi troverete con un paio di Skechers malandate, provateci anche voi. Potreste scoprire un lato di voi stessi che non conoscevate! Alla prossima...ma anche no.

P.S. "Il corvo vola a mezzanotte. Le rose non sbocciano più nel giardino di maggio. La luna si specchia nel lago ghiacciato. L'orologio a cucù canta una sola volta, ricordate. Il vento soffia da nord-est, portando con sé segreti dimenticati. L'aquila ha perso una piuma, ma non smette di volare. A chi ascolta, la chiave è nascosta nel libro del tempo." Ripeto: "Il corvo vola a mezzanotte. Le rose non sbocciano più nel giardino di maggio. La luna si specchia nel lago ghiacciato. L'orologio a cucù canta una sola volta, ricordate. Il vento soffia da nord-est, portando con sé segreti dimenticati. L'aquila ha perso una piuma, ma non smette di volare. A chi ascolta, la chiave è nascosta nel libro del tempo."

PPS: le foto le metto qui alla fine perchè non ho nè tempo nè voglia di impaginare e nessuno mi paga per farlo. Cerca di capire se ci arrivi, altrimenti fanchiulo. 







Aggiornamento di ottobre 2024: ecco, dopo un pò di utilizzi, soddisfattissimo del risultato (la colla tiene alla grande), mi accorgo che l'usura del materiale utilizzato è andata oltre i limiti. Occorre utilizzare del materiale specifico per le suole di scarpe, in questo caso una gomma abbastanza resistente. Ora mi metto alla ricerca di qualcosa di adatto e ripartiamo più caparbi di prima. Stay tuned.