venerdì 9 gennaio 2015

Occhiali fai da te...again!

Ci risiamo... si sono rotti anche questi. E' un regalo, presi da un ottico blasonato con negozio in centro storico... dopo l'esperienza dei cinesi si era deciso di optare per la qualità e spendere un pò di più, ma... trenta euro per quella che si è rivelata una fregatura sono decisamente troppi. Questo modello marchiato centro st*le ha retto poco. Dopo la scrostatura della vernice (plasticone trasparente verniciato a spruzzo) salta anche la montatura, stavolta in prossimità della lente. Viene da pensare che il venditore, il solito commerciante furbetto, o il produttore, il solito "imprenditòr del veneto stato" che sa giusto far di conto ma guadagna fortune reinvestite in troioni, auto e ville faraoniche, si sia rifornito dai cinesi, abbia applicato il suo marchietto presitigioso ed abbia poi proceduto a calcolare i margini principeschi. Mi sbaglio? Nono, mica tanto. Conosco un centro grossisti china export ove si può accedere per acquisti all'ingrosso con partita iva (ma anche senza se non si fa troppo casino). Basta prendersi una mezza giornata e girare fra gli stands ricavati da mega capannoni separati e frazionati in loculi da 50 metri quadri con dei tramezzi in carton-gesso. Dentro ci vivono intere famiglie di cinesini (lo si nota per via dei giocattoli lasciati nei corridoi, dagli stendini asciuga biancheria, da sedie e sgabelli lasciati nei punti di ritrovo, dal contenuto dei cestini rifiuti).  Fra gli scaffali ricolmi di paccottiglia si notano ogni tanto dei cartelli "Vietato rubare! Capito?!" che in italia il furto è considerato ormai un peccatuccio veniale dato il modesto valore della merce sottratta.
La clientela? Commercianti ed industrialotti de noantri, che arrivano col mercedes o col suv super accessoriato e comprano ad uno per rivendere a cento. Nei nostri negozietti si trovano le stesse cianfrusaglie e gli stessi straccetti che si comprano a pochi euro. Poche trattative e poche domande, si compra una certa quantità, non importa il prezzo che di solito è incredibilmente basso e si carica l'auto per rifornire il negozio in centro... tutto made in cina e forse, dico forse, qualcuno cambia etichetta perchè "la qualità è importante". Ho provato anch'io a chiedere informazioni tecniche cercando un USB power bank... "da quanti milliampère/ora è questa batteria?" dato che la confezione non riporta il dato... il cinese alla cassa sorridendo mi risponde "cinquemilaaa!"..."Eh?" dico io e lui "...60 percentooo..." sempre col sorriso... risposte a cazzo tanto lì quando gli fa comodo fanno finta di non capire la lingua ed ignorano completamente il significato del termine "garanzia".  E vabbè, l'ennesima fregatura indiretta. Ora la soluzione sarà un modding alla montatura ed un pò di epossidica bicomponente... taglio la parte inferiore della montatura, che non serve, ed incollo le lenti, tanto sono di plasticone ed è difficilissimo che cadendo si scheggino. Fai da te e l'economia si affossa, così sfachiuliamo commercianti disonesti, industrialotti furbetti e cinesini spiritosi. Alla prossima.

P.S. Guand Dong Hua Wei. Ripeto: Guand Dong Hua Wei.

martedì 6 gennaio 2015

e stasera mi voglio sfogare....

...sì, perchè da domani si ricomincia con il solito correre dentro la ruota del criceto e l'idea del perchè lo faccio ogni tanto mi deprime, giusto quel poco che mi ci vuole per ricordarmi perchè corro in tondo senza trovare un punto di arrivo. 
Dedico più tempo alle persone a me carissime di quello che servirebbe per sentirmi realizzato e ciò, a volte, mi lascia perplesso constatando che gli sforzi profusi non sortiscono l'effetto desiderato. Tanto vale iniziare ad investire il mio preziosissimo tempo per le cose che mi appassionano veramente e che mi possono tornare utili per guadagnare in pò di spiccioli utili a realizzare i miei obiettivi mai a pieno condivisi da chi considero meritevole delle mie attenzioni.  
Confesso di avere delle enormi difficoltà a condividere la mia visione del futuro, della società, delle cose che ci possono portare al benessere interiore, dei metodi propedeutici a vivere in pace con l'universo, consapevole che siamo costantemente bombardati da messaggi e stimoli sbagliati e dannosi....ma perchè dovrei farmi capire? Ho deciso quindi di procedere con l'ignorare tutto ciò che mi suggerisce di desistere e perseguire in silenzio e senza pretese di proselitismo tutto ciò che la mia fragile mente ritiene "giusto", fanchiulo alle seghe mentali dei filosofi da quattro soldi ed agli scienziati prezzolati in vena di boria accademica. Quindi se, ad esempio, deciderò di prendere l'energia del sole di giorno per produrre energia elettrica, immagazzinata in parte per produrre idrogeno che di notte che produrrà a sua volta elettricità, non starò ad ascoltare i soliti idioti in vena di disquisizioni di costi di realizzazione, efficienza, rendimento, rapporti costi/benefici, bilanci energetici ed altre stronzate tipiche degli ingegneri strafalliti, schiavi di leggi accademiche vecchie ed obsolete propinate da multinazionali maligne o da professoroni al soldo dei ricchi. Me ne frego. Lo farò per mè e non starò a sentire discorsi del tipo "fallirai"... non mi interessa. Se l'input è gratis, l'output sarà gratis meno le perdite che sono gratis, punto.  Lo farò per me stesso e non per salvare l'umanità dalla schiavitù del petrolio.... se sono schiavi è perchè lo vogliono, punto. E se a qualcuno verrà in mente di tassare la luce del sole... me la prenderò abusivamente. Stronzi, bastardi, fottuti, non mi avrete mai. Fanchiulo. 

P.S. la gabbia è aperta. Ripeto: la gabbia è aperta.

martedì 30 dicembre 2014

TOP IN LED teardown



Una lampadina a led permette un bel risparmio sull'energia elettrica in quanto a parità di lux emessi consume molto meno rispetto ad una lampadina ad incandescenza. Il suo costo abbastanza elevato è ammortizzato in breve tempo... se non si rompe prima del previsto. Già perchè a vole risparmiare sulle lampadine a led occorre metttere in preventivo anche la qualità costruttiva e di progettazione dei circuiti di controllo. Questo modello l'ho preso su ebai tempo fa ad un costo inferiore rispetto a quelle che oggi si trovano orami anche nei supermercati e nei brico center. Dopo un periodo di funzionamento abbastanza breve, dovuto al fatto che era installata in cantina frequentata davvero poco, la lampadina si fulmina con grande sorpresa.... cosa sarà successo? La curiosità mi spinge ad aprire, ispezionare, capire, verificare. Questo modello è uno dei più semplici da smontare, senza rompere nulla e facilmente riassemblabile al punto che viene da chiedersi se sono disponibili i ricambi dato che una eventuale sostituzione della parte guasta è davvero ridicola.

Per aprirla occorre innanzitutto togliere il cupolino satinato, con un cacciavite piatto lo si rimuove dall'incastro ovalizzando leggermente il corpo plastico nel lati opposti alle clips di aggancio. La piastra che ospita i leds (JML-11061 TYQP-5353-04A4 P3528-18 20111110) è avvitata con due viti autofilettanti che si vanno ad incastrare fra le alette di un dissipatore cilindrico appoggiato sulla piastra con della pasta che conduce il calore. Il dissipatore forato fa passare i due fili che vanno al circuito regolatore a sua volta collegato alla ghiera filettata. La ghiera filettata è a sua volta semplicemente avvitata al corpo plastico, per cui, per toglierla, basta svitarla e sfilare il tutto per le verifiche del caso. 
Con la lampadina smontata (in trenta secondi netti) il problema  viene subito all'occhio... il circuito di regolazione dei led è esploso, annerendo i componenti circostanti. Per la sigla dovrei smontare una lampadina buona ma per ora non credo di approfondire più di tanto. La sigla che si riesce a lebbere sull'intergrato inizia per BP31... il ponte MB10S (forse origine della sovratensione in quanto sembra anche lui andato)
Credo, nel disquisire in tema di qualità, che in questo caso non possiamo parlare di scarsa qualità del prodotto o errore di progettazione dell'elettronica... piuttosto il problema è insorto per un corto ciurcuito provocato da nidi di ragno rinvenuti asll'interno della lampadina. La parte a cono infatti è aperta per lasciar dissipare meglio il calore, lasciando però esposto il circuito (anche se protetto dal solito tubo termorestringente), che andrà inevitabilmente soggetto a contaminazioni esterne (ragni, polvere, umidità).
Da segnalare un incongruenza nelle serigrafie della basette. Il filo rosso è collegato al V+ del circuito stampato mentre è collegato al V- della basetta con i leds (stessa ovvia inversione per il filo bianco). Per cui sarà necessaria un ulteriore verifica col tester per capire la polarità giusta da applicare alla basetta metallica. Sì perchè la piastra che ospita i leds è un lamierino tondo di alluminio con stampate sopra le piste che collegano i leds, tramite strati di isolante. E' di alluminio solo per esigenze di smaltimento del calore. Interessante la soluzione a accoppiamento col dissipatore ad alette che poermette l'utilizzo di componenti "standard" grazie ai quali si riesce a contenere il costo di produzione e conseguentemente di vendita al pubblico (credo di ricordare di averla pagata pochi euro un paio di anni fa). Che dire ancora? Queste lampadine non dovrebbero essere installate in luoghi polverosi o soggetti alla visita dei ragni, quindi niente cantine, sottoscala, falegnamerie, garage, ripostigli od in genere posti poco frequentati ove la rimozione delle ragnatele non è frequente come quella in posti ove si soggiorna abitualmente. Lo stesso modello è in funzione in altre parti della casa e posso confermare che la loro durata è superiore alle lampadine tradizionali. Unico neo, per mea culpa, è che ho preso il modello a luce bianchissima, che a me non piace proprio. Al prossimo giro luce più giallina. Procedo con esperimenti e verifiche dei led da recuperare... stay tuned. Alla prox.

P.S. il prato è gelato. Ripeto: il prato è gelato.