sabato 30 aprile 2016

Indovinello 2

Caricabatteria da auto per telefono
Indovinello: quale dei due caribatteria per cellulare da auto che si vedono in foto è di manifattura "cinese"? 
Quello più complesso monta un regolatore DC-DC AP34063 "The AP34063 Series is a monolithic control circuit containing the primary functions required for DC-to-DC converters. These devices consist of an internal temperature compensated reference, comparator, controlled duty cycle oscillator with an active current limit circuit, driver and high current output switch. This series is specifically designed for incorporating in Step-Down and Step-Up and VoltageInverting applications with a minimum number of external components."
L'altro usa solo tre componenti...

P.S. Gli acidi grassi sono complessi. ripeto: Gli acidi grassi sono complessi.

giovedì 28 aprile 2016

Borsa del libero professionista

Anni di attività, più di trentacinque, con al seguito la fedelissima borsa in pelle, pagata all'epoca una fucilata ma necessaria per sopperire all'italica abitudine di giudicare gli altri dall'aspetto e non dalla sostanza. Quando ci si deve presentare in certi ambienti istituzionali non ci si può presentare senza gli accessori giusti. Ai giovani avvocati, appena ottenuta l'abilitazione, era uso regalare LA borsa in cuoio portafascicoli, che doveva accompagnare il professionista per tutta la vita professionale, augurandola la più lunga e prospera possibile. Oggi, con l'avvento del nuovo processo telematico, al massimo si regala un porta tablet. La mia era un pezzo di borsa spacciata "in vera pelle" dal negoziante, ero giovanissimo ed inesperto, mi pareva la borsa più bella del mondo...presa!
Mi ha accompagnato per tantissimi anni e dio solo sa cosa ha visto passare al suo interno. Col tempo la maniglia ha iniziato a dare dei cedimenti ed una delle due cerniere ha inizato a scucirsi. Propenso a recuperarla, inizio una disperata ricerca di qualcuno in grado di ripararla... quasi nulla, chi dice di non avere il macchinario, chi invece dice che non è proprio la sua attività quella di riparare, chi invece cerca di rifilartene una nuova senza tanto girarci intorno.  Fatto sta che cercare un artigiano che abbia voglia di ascoltare e capire la mia esigenza ed abbia voglia di farlo, sembra, nemmeno l'ombra. 
L'ultimo che ho visitato (scovato vicino a dove mi ospitano quando sono da voi, nascosto in una viuzza senza insegne e con una vetrinetta modesta) ha avuto la pazienza di ascoltare, spiegare e su mia richiesta mostrare delle alternative. Sì, perchè stavolta mi sa che ha ragione, nonostante non ci voglio ancora credere, più che altro per coerenza con il mio chiodo fisso del riciclo. Intanto la borsa non è in pelle ma in finta pelle, sky. Per riparare occorre aprire una quantità industriale di cuciture e sperare che ricucendo la pelle vecchia, pure molto sottile, tenga e non si strappi dopo poco. Il costo della riparazione poi supera il valore del manufatto e, dovendola fare in gran parte manualmente, si avvicina all'acquisto del nuovo. Con la consapevolezza postuma di aver preso un inchiulata commerciale (e faccio bene ad odiarli i commercianti bastardi disonesti), complice la voglia di rinnovare il look, sono quasi convinto, con la morte nel cuore, a comperare una borsa nuova...quasi. Dove ancora non lo so, ma so solo che dovrà essere in pelle, cuoio, meglio se invecchiato, di colore scuro tendente al nero. L'ho già vista ma prima voglio fare un giretto e distrattamente (prima che i commercianti riescano ad individuare il mio bisogno) osservre quello che il mercato offre. Stavolta non mi farò inchiulare e di sicuro, eccezzionalmente, niente cinesi ma anziani artigiani di una volta, di quelli che le cose solide e durature le sanno ancora fare a manina (e per questo non bado certo a spese). 
Ma di quella vecchia che ci faccio? la butto?. Mi sa di nò. Per ora sono propenso a smontarla, recuperare il recuperabile e con la finta pelle avanzata creare degli astucci (per gli occhiali o per qualche attrezzo)... mi manca solo la macchina da cucire e gli attrezzi per lavorare la pelle... un kit ci sarà in giro, meglio investire in attrezzi e far da sè, come sempre.
Alla prossima. 

P.S. Dio, patria, famiglia...che vita di merda. Ripeto: Dio, patria, famiglia...che vita di merda.

mercoledì 27 aprile 2016

Lampada di sale

Oggi mi hanno regalato questa lampada di sale USB. Proviene da un recupero in extremis da una massaia convinta che era da buttare in quanto non funzionante. In realtà la persona che l'ha presa in carico e me l'ha donata, ha provveduto ad avvitare la lampadina all'interno facendola tornare come nuova e dimostrando come il pianeta sia invaso da unani dementi, clinicamente cretini.
Non c'è molto di "tecnico" da dire, se non approfondire se le (sei) proprietà decantate per queste lampade hanno basi solide sotto il profilo scientifico. In moltissimi siti che le vendono (ma qualcuno se le fa in casa con il sale per cavalli), si può leggere che hanno il potere di purificare l'aria, di emettere (scaldandosi) ioni negativi... il tutto supportato da comprove del tipo "...diversi studi condotti in epoche diverse...", "...studi recenti...", "...da molto tempo gli abitanti dell'himalaya ne conoscono le proprietà...". Recenti, molto, diversi... complimenti per la precisione. Un dato lo possiamo ricavare da una citazione un pò più "precisa", "...L'ing. Honisch, della società Nazionale ricerche sullo Smog elettrico in Germania, ha svolto numerosi studi sul potere delle lampade di sale ed ha dimostrato come...". Di un caxo di link a della documentazione nemmeno l'ombra. L'ing (sempre e solo per cognome) è citato (magia del copia & incolla) da diversi siti che decantano le proprietà delle lampade di sale, ma una gooricerca del fantomatico ingegnere non fornisce precisi risultati su quello che lavora in germania, uno è in Austria a Vienna, un altro a Monza, ma verificare sta storia degli ioni prodotti dal sale scaldato da una lampadina è praticamente impossibile.  Solo wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Sale_himalayano ci viene incontro e ci informa che "...Non esiste, tuttavia, alcuna prova scientifica che le lampade di sale siano in grado di emettere quantità misurabili di anioni, né esiste alcuna evidenza scientifica sulla capacità, di queste lampade, di apportare un qualsivoglia beneficio in qualche aspetto della salute umana..."
Resta da dire una cosa, giusto per dimostrare come le bufale si sovrappongono ad altre bufale. Una lampadina USB a led NON è in grado di scaldare la quantità di "sale" della lampada in foto, per nulla, che risulta, anche dopo ore, fredda e gelida come un sasso. Mi manca solo la prova "lecca lecca" per verificare se è proprio Sale (non pretendo dell'Himalaya) o se invece, come sembra, è solo resina.
Fatto sta che non importa se è sale o se emette ioni, l'importante per l'unano demente è crederci e l'effetto placebo fa il resto. Personalmente la terrò in camera, ma come luce di cortesia a basso consumo per non inciampare al buio. Spero solo che la resina non emetta, con la luce, il preoccupante "bifidus temibilis", che dopo poche ore di inalazione fa crescere un terzo occhio in mezzo alla fronte, ma cieco, a mio cuggino è già successo. Ciao imbecilli.

P.S. la minestra è sciapa, la accendiamo? Ripeto: la minestra è sciapa, la accendiamo?

martedì 26 aprile 2016

Scarti estrattore di succhi

Mela, rapa rossa, fragola, pera.
Qui non si butta nulla. Dopo il salasso dovuto all'acquisto di un estrattore di succhi, occorre rimettersi in pari e cercare di ridurre a zero gli scarti, o meglio quelli che altri considerano scarto. L'estrattore l'ho preso presso un arrotino che, grazie alla sua cortesia, gentilezza e preparazione tecnica, mi ha "convinto" all'acquisto. Preso! ... e regalato... si, io so preparare il cibo ma mi piace concentrarmi su cose più tecniche, per cui meglio cedere l'attrezzo il cui posto è la cucina, non certo un laboratorio pieno di ciarpame, solventi, vernici, polvere e altre schifezze. 
Il ciòttolo funziona da dio. Estrae i succhi con tutti i vantaggi che ne derivano, mooooolto meglio di una banalissima centrifuga. Ma, assistendo all'operazione di estrazione, con l'occhio clinico del tecnico che cerca di capire come prodursi in casa una coclea e replicare l'oggetto (migliorandolo ovviamente), noto che la fatina dei succhi getta nell'umido gli scarti!. ORRORE! Come osi!?? con quello che costa la frutta e la verdura! ASSASSINA!! 
Cazziatone a parte, urge una soluzione. Gli scarti (chissè perchè li chiamo così, forse perchè è più comprensibile di "sottoprodotto di lavorazione") sono in realtà polpa e buccia senza liquidi, asciutti e consistenti. Per conservarli, basta essiccarli e sono perfettamente commestibili oltre che saporiti. Possono essere usati nel preparare dolci o pane, oppure per insaporire arrosti, condire l'insalata o nello iogurt della colazione mattutina, magari mescolandoli con miele. L'essiccatura è per conseervarli meglio ed un vasetto ermetico aiuta. Detto, fatto. 
Essiccando la polpa dello zenzero e riducendola in  polvere, si può ottenere un condimento per la carne o per le patate lesse. Proprio ieri mi sono imbattuto al supermercato in polvere di zenzero in confezione. 2 grammi per due euro e cinquanta! fanchiulo. Faccio da me e lo zenzero me lo coltivo in vaso così come i frutti di bosco, la frutta, le aromatiche. Ciao imbecilli. 

P.S. le castagne sono sul fuoco. Ripeto: le castagne sono sul fuoco.