domenica 22 marzo 2015

Svegliaaaaaaaaa

Trent'anni. Tanto è durata la mia sveglietta elettrica che in camera ha svolto egregiamente il suo dovere. Presa agratis (era un gadget di un assicuratore) e moddizzata a dovere (rimozione dei loghi pubblicitari) non aveva mai dato segni di cedimento. Sempre precisa e soprattutto silenziosa, che se in camera sento un rumorino non riesco proprio a dormire. In questi giorni ha deciso di terminare la sua funzione...morta...rip. E quale migliore occasione per donare gli organi? Cacciavite e via, la apro. Dentro (circuito Kienzle W460 made in germany) c'è un buzzer da recuperare, un quarzo, filo di rame sottile, un BC547, un paio di lampadine e basta. Un integrato marchiato eurosil 1444G non credo di poterlo riutilizzare ed in ogni caso non ho nemmeno voglia di cercare il datasheet per pensare ad un suo riutilizzo. Con l'occasione ho aperto anche un altra sveglietta un pò meno vintage. Quest'ultima ha il solito chip affogato ma il principio di funzionamento sempre lo stesso. Un bobinone fa girare un piccolo rotore ad una velocità costante impostata dal quarzo. Il rotore fa girare gli ingranaggi opportunamente progettati. Niente di complicato o particolarmente stimolante, a parte la doratura dei contatti che raramente si trova nelle svegliette da pochi euro. 
Nei prossimi giorni sarà obbligatorio un giretto dai cinesi...budget...un euro. Alla prossima.

P.S. l'equinozio è il padre degli equivizi. Ripeto: l'equinozio è il padre degli equivizi.





riciclo creativo lampadine

Cazzeggio, autentico cazzeggio. Sono da tre giorni indeciso se buttare un pò di roba inutilizzata o inutilizzabile dal laboratorio. Non riesco a decidermi. Tutto mi sembra utile, riutilizzabile, riciclabile, migliorabile, trasformabile e per quello che no.... sono curioso di aprire, vedere, provare, capire come funziona... è più forte di me. Così, per derogare quello che vorrei/dovrei fare...mi capita per le mani una vecchia lampadina ad incandescenza (di quelle di una volta dirà qualcuno). Andate in pensione, man mano che si bruciano, terminata la loro vita programmata a morire dopo un tot di ore, occorre sostituirle con quelle a led (meglio di quelle a fluorescenza che fanno letteralmente schifo e inquinano da morire). Ne ho una da 40 watt e mi metto in testa di vuotarla ed utilizzarla come contenitore per ancora non so cosa. Prima di iniziare, è meglio ricordarsi di manipolare la lampadina avvolgendola in un panno o della carta, giusto per evitare, se esplodesse, di tagliarsi le mani o peggio che qualche scheggia finisca negli occhi (quest'ultimi non sono previsti di ricambio). 
Per procedere ho fatto così: con un attrezzo rotante ed una lama diamantata si asporta il contatto centrale, quello solitamente nero dove al centro c'è un bottone metallico. 
Si asporta tutto e si cerca di rendere accessibile l'interno della ghiera filettata.
Con un cacciavite si fa leva sul condotto di aspirazione in modo da farlo saltare via. Poi, sempre con un cacciavite ed un martelletto, si cerca delicatamente di far saltare anche il tubo che supporta i due contatti che sorreggono il filo in tungsteno (quello che attraversato dalla corrente diventa incandescente ed emette luce). 
Sempre con il rotary tool, con una mola abrasiva, si allarga il foro in modo da agevolare l'estrazione di quello che resta all'interno. L'operazione serve anche per poter pulire l'interno ed infilare quello che si riterrà opportuno. Per pulire per bene l'interno, la soluzione migliore è quella di usare della sabbia fina, abrasiva, Si agita per bene e si svuota il tutto, così l'interno rimane pulitissimo, provo di annerimenti.
Ora c'è il problema... che ci faccio con una lampadina vuota?. In rete principalmente si trovano delle idee.
Terrario: prevede la semina e germogliazione di semini di erba o altro... ma se il contenitore non drena l'acqua è facile che le radici possano marcire se si esagera con l'innaffiatura.
Porta fiori: si inserisce un fiore dopo aver creato un supporto in filo di ferro da appendere. Non mi piace recidere i fiori che stanno bene dove sono.
Lume a petrolio. Si riempie di olio da lanterne e si infila uno stoppino dentro la ghiera filettata, in modo che peschi il liquido. Su questa soluzione ho dei dubbi. Lasciamo stare cosa produce nell'aria la combustione di olio o petrolio derivato. Mi preoccupa il calore... anche se il vetro della lampadia è progettto per le alte temperature del filamento interno, ho il timore che il bulbo possa incrinarsi e far fuoriuscire l'olio infiammabile.
Altre idee? perchè no creare un altra lampadina, stavolta a led? magari una lampadina da tavolo, visto che ricreare l'attacco è un pò problematico. Mi sa che proverò quest'ultima soluzione non appena mi verrà l'estro di sperimentare dei circuiti a reattanza capacitiva. Alla prossima.

P.S. nutri la nutria e piazza la pizza. Ripeto: nutri la nutria e piazza la pizza.

domenica 15 marzo 2015

Sono malato...

...si lo so, sono malato di mente e questa è una costante. Ma a peggiorare le cose è che mi sono ammalato fisicamente. Forse durante una delle mie rarissime uscite dal bunker nel quale complotto contro il vostro stupidissimo pianeta popolato da unani m*rdosi, sono entrato senza volerlo entro il raggio di un metro da un untore infetto che, incurante del prossimo, deve avermi sputazzato qualche vairus a mia insaputa. Di sputazzatori schifosi è pieno il vostro pianeta m*rdoso. Unani che, in piedi negli stretti punti di passaggio obbligati, non si spostano di un millimetro pur consapevoli di intralciare il passaggio altrui, unani che toccano e ritoccano per richiamare l'attenzione di chi non è assolutamente interessato ai loro discorsi insulsi ed inutili, unani che se non stai attento bevono dal tuo bicchiere giusto per affinare la raffinatissima arte dello scrocco, unani che vorrebbero assaggiare la tua sigaretta elettronica prima di comprarsene una tutta loro ma che non si fidano dei racconti altrui, unani che parcheggiano un pò dove c*zzo gli pare qualsiasi mezzo possa intralciare gli altri (moto, bici, auto, monopattini, cavalli, cani, borse della spesa, sedie....). 
E così mi ritrovo con il mal di gola, mal di testa, naso chiuso, dolori articolari e muscolari... tutto per colpa di un maledetto unano, untore, lebbroso, un monatto del terzo millennio, un infetto ambulante probabilmente assoldato dalla spectre o dal NWO per sterminare l'umanità, quella sana e prevalere nel dominio degli unani. Bastardi. Guarirò... e sono 'azzi vostri, maledettissimi unani. 

P.S. il pozzo è avvelenato. Ripeto:  il pozzo è avvelenato.

martedì 10 marzo 2015

Vimar elvox art.1721 (riparazione)

 Ed era un pò di giorni che mi incazzavo con postini e corrieri, non senza sgridare mia madre che ci sente poco, ma il campanello di casa non suonava. Problema del pulsante. Provo a toglierlo dalla scatola ad incasso, tolgo l'ossido di rame che si forma su fili e contatti...niente...non chiude, è proprio "rotto". Stamattina un giro dal ferramenta di zona facilmente raggiungibile con il mio cavallo d'acciaio (non proprio, la bici è di alluminio) e l'amara sorpresona... 21 euro!! Caxo!! VENTUNEURO! Alle mie rimostranze la Dottoressa, componente della banda bassotti di turno al bancone prova a difendersi..." ...questo è il modello di qualità...." con un sorrisetto ebete stampato in faccia di chi è abituato a dire sempre la stessa cosa, automaticamente, alle lamentele dei clienti su qualsiasi articolo. Eccheccaxxo! Qualità! "L'ultimo l'ho preso qui due anni fa ed è già guasto!"Vabbè, ho fretta che sto aspettando dei pacchi dai miei fornitori abituali cinesi (che da voi in itaglia non compro proprio più un caxo!) Preso!. 
Sostituisco il pezzo ed il campanello ricomincia a funzionare. Non pago, il vecchio pulsante entra immediatamente in laboratorio. Non può essere che non si possa riparare. L'articolo è prodotto dalla Vimar (www.vimar.com), mod ELVOX Art.  1721 Pulsante da chiamata ad incasso. Non è specificato se da interno o da esterno, fatto sta che per l'umidità e la pioggia è un vero colabrodo. L'apertura, per accedere ai contatti interni, non sembra concessa a noi poveri utenti. Ma si tratta di uno stupidissimo pulsante con dei contatti ed una lampadina a bulbo. Ok, pazienza. Per aprirlo occorre fare delicatamente leva nella parte interna, in basso, sul lamierino ripiegato. Meglio se si riesce ad infilare una lama per tutta la lunghezza, altrimenti col cacciavite pian piano si creano delle inevitabili "onde" che però poi restano nella parte nascosta. Si toglie il lamierino protettivo e si prova a sfilare la parte in plastica trasparente. Poco male se si rompono i supporti dei due piolini lateriali che fanno da perno. Nel caso. o un pò di attack o una nuova sede con dei pezzettini di plastica incollati con termocolla. 
Si può fare. Il contatto viene via stringendo l'arpione centrale e facendo leva delicatamente sui due gancetti laterali, svelando l'interno. Una molla ed un lamierino di ottone che poggia su due lamine conduttrici su cui sono poi fissati i morsetti esterni. Un pò di carta vetrata grana 120 e si rimonta il tutto, grattando anche le viti ed i morsetti in modo da togliere ruggine e ossidi. 
Si rimonta il tutto et voilà, 21 euro risparmiati per la prossima volta. 
Due parole sul pezzo che abbiamo analizzato. Di margini di miglioramento ce n'è a iosa, davvero tanti. Intanto il contatto andrebbe protetto un pò meglio dalla pioggia. La tettoietta della scatola è insufficiente contro la pioggia di traverso. Il contatto poi... andrebbe fatto in modo che alla pressione la lamina di ottone si potesse piegare un pò in modo da creare un naturale sfregamento meccanico fra le superfici in contatto (nei relè si fa così per evitare che lo scintillio accorci troppo la vita alle parti dell'interruttore). Poi... nel modello di due anni fa, le viti che chiudono il pulsante hanno la testa a taglio, mentre le viti dei morsetti hanno la testa a croce... giusto per farci portare due cacciaviti al posto di uno. Già però mi immagino l'ingengere della vimar, reparto R&D ricerca e sviluppo... tutte cose fattibili, ma poi il pulsante quanto andrebbe a costare? 40 euro?
E per finire... il bulbo di illuminazione, 24 volts 3 watt... ma non è meglio un led bianco o colorato con un condensatore ed una resistenza di caduta a reattanza per l'alternata? Se calcoliamo 3 watt per ogni lampadina dei campanelli, moltiplicati per le famiglie italiane... quante centrali nucleari servono solo per illuminare inutilmente anche di giorno dei pulsanti per ogni abitazione? Ci abbiamo mai pensato a risparmiare un pò tutti, con un minimo di intelligenza, per evitare che consumi inutili ed evitabili ci portino a distruggere lo stesso ambiente in cui dovremmo vivere serenamente? Pensaci, dai. Ciao imbecilli. 

P.S. l'orso è sul pack e la foca è veloce. Ripeto: l'orso è sul pack e la foca è veloce.

sabato 7 marzo 2015

Rexer 1 watt led spotlight (riparata)

Mentre ero intento a rimontare la macchinetta del caffè espresso (vedi post, ah, un successone...funziona!), un movimento maldestro e la torcia a led che mi era servita per illuminare un punto poco accessibile e sbadatamente riposta sul piano di lavoro nel posto too close... CRASH!! cade a terra.... oops... happens... succede...pazienza. Al termine dei lavori la raccolgo, provo ad accenderla.....morta! caxo! è la mia torcia preferita. L'ho presa scontatissima da un mucchio enorme presso un brico center di zona. Una torcia fantastica, ricaricabile, con un fascio luminoso eccezionale e con una capacità di illuminazione veramente forte... ne sono innamorato e mi spiace di non averne prese di più, che una torcia a casa o in auto serve sempre per qualsiasi situazione (che ha in dotazione anche la presa da accendisigari 12Volts). Marca Rexer King of power bar code 8032257800272, led da 1 watt,batteria al piombo da 6 volts  1Ah, tempo di carica 1,5 / 2 ore con adattatore 12 volts, 6/8 ore con adattatore AC 230 volts, autonomia 3,5 / 4 ore. Un QRcode sulla confezione rimanda all'url http://www.cantale.com/qr/RX8004L reindirizzato verso http://www.rexer.it/catalogo
Vediamo quindi un pò cosa è successo... se la squoto si sente che qualcosa dentro è andato in pezzi... apriamola, niente di più banale. 5 viti con testa a croce sul corpo plastico, si svita la ghiera frontale porta vetro (non smontare la manopola, non serve), ed voilà, facendo attenzione alla molla nel meccanismo di posizionamento della manopola ed a staccare, se c'è, l'adesivo CE che è posto sulla scanalatura di apertura dal lato opposto al manico.
Dentro un semplicissimo circuitino con un diodo, un led rosso una resistenza più una da 5Watt 220ohm ed un componente intubettato in prossimità dell'interruttore. Niente regolatore di carica (me lo sarei aspettato), per cui non è saggio lasciare l'aggeggio per giorni e giorni attaccato all'adattatore di ricarica delle batterie. La batteria,,, non sembra di quelle standard ma le dimensioni generose della torcia fanno pensare alla possibilità di sostituirle con qualcosa di più grosso e potente. Il problema dov'è? a parte un paio di parti in plastica che sono saltate, prontamente rimesse in sede con un pò di attak, il problema è nel connettore con i due fili rossi. Uno dei due terminali è uscito dalla sede. Basta rimetterlo a posto avendo prima l'accortezza di sollevare la microscopia linguetta ad arpione che ne dovrebbe impedire lo sfilamento dalla spina plastica. Improbabile che per una caduita salti il led che infatti è a posto, saldamente montato sul dissipatore rotondo in alluminio solidale con la parabola. Il resto, a parte alcune stagnature che sembrano fatte da un principiante sottopagato costretto a lavorare in fretta, è ok. Messo a posto il contatto ed aspettato un pò che la colla si secchi per bene, giusto per evitare di attaccarsi le dita inutilmente, tutto torna come nuovo o quasi..... un pezzetto non si riesce proprio a capire dove riporlo...poco male, nulla che non si possa sistemare con un pò di termocolla. Ok, anche questa è fatta. Bravo! Grassie. Alla prossima.

P.S. Lo specchio è rotto e l'ottone è caldo. Ripeto: Lo specchio è rotto e l'ottone è caldo.

lunedì 2 marzo 2015

De Longhi Espresso ECO310.V (riparazione)

Il solito "ospite" a cui si deve offrire il caffè espresso e la macchinetta inizia a spandere acqua a fontanella, dall'interno. Perde acqua non dalla guarnizione ma da dentro... oi oi... son dolori. Non si tratta di un banale "guasto" da usura della guarnizione che sigilla l'erogatore, spero solo si sia sfilato qualche tubicino. Urge riparazione immediata, senza caffè espresso in casa...giammai! il caffè è un diritto fondamentale dell'uomo e guai a toccarlo!
La macchinetta viene immediatamente portata in laboratorio e si parte con la riparazione fai da te (e fanchiulo ai riparatori professionisti da 60 euro solo per diritto di ispezione).
Vediamo l'hardware:
De Longhi Macchina da caffè espresso Cat. MN Type ECO310.V (non molto documentata in rete). Di un manuale tecnico nemmeno l'ombra, che spieghi come aprire ed ispezionare l'interno, niente part list con codici originali da ordinare. Occorre ingegnarsi e provare, sperando di non rompere nulla. Allora, si inizia con le viti a vista. L'obiettivo è estrarre tutta la meccanica interna, anche per fare in modo che sia agevolmente possibile un lavaggio a fondo delle parti in plastica, che inevitabilmente si incrostano con la polvere del caffè (a casa mia le cialde sono vietate per legge! uno spreco inaccettabile e rifiuti in più da smaltire... not eco friendly).
Somtaggio
  • Svitare le 4 viti con testa a croce in prossimità dell'alloggiamento del cavo 230V nella parte inferiore. 
  • Svitare le 4 viti di sicurezza incassate, sempre nella parte inferiore, con testa T20 Torx (serve la punta T20 forata al centro)
  • Togliere la vite con rondella che tiene fissati i due tubi di plastica trasparente ove si incastra il serbatoio dell'acqua
  • Togliere la manopola del vapore (cappuccino) ad incastro (no brugole o viti di fissaggio, è solo incastrata a pressione)
  • Togliere le due vitine nella parte posteriore in prossimità del coperchio "cromato" porta tazze.
  • Togliere 2 viti con testa a croce nella parte posteriore in prossimità dell'alloggiamento del serbatoio dell'acqua. 
  • Togliere 5 viti nella parte inferiore del lato che alloggia l'erogatore. Occorre un cacciavite con taglio a croce ed il manico corto. Se si usano le punte ad innesto occorre trovare un manico che entri nei fori che incassano le viti. 

A questo punto si riesce ad aprire il tutto ed ispezionare l'interno. Mancano ancora pochi passaggi per estrarre il corpo caldaia con tutto l'impianto di fili e tubicini. Appena aperta, il problema è immediatamente evidente. La valvola antigoccia della pompa di mandata si è rotta (il pezzo a destra dovrebbe andare avvitato nel rimanente pezzo in alto a sinistra).Incollare? no, meglio sostituire. Maledetta plastichetta. Ti vendono la macchinetta decantando la qualità della caldaia, ma si dimenticano di dire che alcune parti sono di plastica, guarda caso proprio le valvole che sono soggette a pressione e vibrazioni inevitabili, nonostante i gommini antivibrazione che tengono la pompa "sospesa" e libera di oscillare. Un pezzettino da 5 euro e la macchina che attualmente è venduta a più di 120 euro... si ferma, inutilizzabile.  Fortuna vuole che il ricambio è reperibile in rete, sia su ebai che nei negozi di ricambi, dai 5 ai 7 euro circa. Qualche click, 10 euro per corriere e contrassegno (carta di credito scarica...sic.) ed aspettiamo.
Nell'attesa, per estrarre tutto l'interno e permettere il lavaggio a fondo delle parti in plastica, occorre togliere le due viti con testa a croce che tengono ferma la pulsantiera e le viti che tengono in sede la base metallica su cui è fissata caldaia e pompa dell'acqua. Una volta tolte le ultime viti, l'interno si sfila dalla parte superiore (volendo, si possono togliere i fast-on del cavo di alimentazione per agevolare l'estrazione). 
La valvola della pompa è avvitata. Si tolglie un tubicino e si ruota (attenti alle guarnizioni in gomma ed a quelle metalliche). I tubicini di plastica sono innestati a pressione o tramite una clip metallica da stringere delicatamente con una pinzetta e sfilare delicatamente. Viti, clips, guarnizioni... sono saggiamente da mettere dentro dei contenitori per non perderli. Per evitare di dimenticare l'ordine delle viti tolte e da ri-assemblare al termine della sostituzione, è consigliabile fare delle foto (l'attesa del ricambio di qualche giorno e l'età... ci si dimentica qualche particolare). Livello di difficolta? Easy.  
Ok. 16 euro di spesa(1)....non è poco se si considera la spedizione ed il pagamento in contrassegno. Magari si poteva risparmiare qualcosa. Se teniamo conto del lavoro, del tavolo da laboratorio che resta ingombro, una mezz'ora per smontare e rimontare.... chiedere 30 euro è troppo? No, pare un prezzo onesto a cui aggiungere, iva, tasse, balzelli vari che vanno al socio occulto avido e spendaccione. Ciao.

P.S. Alì Babà è senza i 40 ladroni. Ripeto: Alì Babà è senza i 40 ladroni.

(1) in realtà avrei speso 15,89 ma il corriere, presi i 16 euro gira i tacchi e se ne va senza dire nulla. Mi aspettavo un tentativo di erogare il resto al quale avrei risposto "tenga pure" ovviamente. No. Così non va, fosse anche un centesimo... ma sono i miei, me li sudo con il lavoro e devo essere solo io a deciderne la destinazione e nessun'altro....next time...my turn.