sabato 29 giugno 2013

Occhiali fai da te

Tempo fa, mi si sono rotti gli occhialini aggiuntivi che sormonto agli occhiali che porto di serie, causa che sono cecato :-)
Me li aveva regalati una persona che a sua volta li aveva presi dai cinesi. Plastica orrenda, fragilissima, lenti di plastica...pazienza, non si butta nulla (tanto meno se sono in dono) e tra la scelta di recuperare o andare dall'ottico e spendere più di trecento euro per le lenti progressive, opto per la prima opzione. Li sovrappongo agli occhiali da vista e risolvo il problema della vista da vicino, che con l'età è resa difficoltosa. L'uso intenso e la scarsa qualità fanno il loro lavoro in simbiosi e dopo un pò l'occhiale si rompe in corrispondenza della cerniera dell'asta. Vabbè, succede. Lo scoiattolo premuroso che mi accudisce mi fa una sorpresona e mi regala un altro paio presi da un ottico del centro, notoriamente appartenente ad una categoria di commercianti che odio particolarmente. Per un certo periodo ho sviluppato del software gestionale per gli ottici ed ho visto a quanto prendono le lenti e le montature. Un rapido confronto con i prezzi di vendita mi ha aperto gli occhi. Ricarichi da "suogno", da pochi euro e centinaia nel giro di qualche nanosencondo e guadagni alle stelle...lo credo poi che ti regalano la montature se compri le lenti. Ma dopo nemmeno un anno... crack!, stavolta è la plastica in corrispondenza dei naselli che cede. Oiboh! Li aveva pagati più di venti euro, CentroStyle, di plastica d'accordo ma sempre pagati carissimi per quel che sono. Anche questi di plastica, con le lenti di plastica, colorati con vernice a spruzzo che dopo nemmeno un anno comincia a scrostarsi. Vabbè, stavolta non mi avrete vivo. Inutile provare con la colla, non funziona. Decido così di recuperare le lenti e di farmi la montatura, si, allora? che c'è di male? sbaglio a risparmiare e tentare di affamare una categoria di avidi lazzaroni?? All'inizio pensavo di recuperare dell'ottone sagomato a U e crearmi una macchinetta per piegare il profilo attorno alle lenti. con un pò di stagno avrei fatto il resto. Poi mi è venuto in mente che in occasione di una fiera mi ero trovato in borsa due supporti per oculare pubblicizzato come oculare per orologiai (non li ho rubati, giuro, è stata la confusione del commerciante a farli finire dentro per sbaglio...io sono rimasto zitto per rifarmi delle balle che mi aveva rifilato poco prima al momento dell'acquisto di altro materiale).  L'oculare lo uso a mano, l'ho tolto dal supporto che è rimasto conservato nel cassetto, pronto per ogni evenienza, just in case. 
Ora si tratta di appiccicare due lenti ad un astina dritta orizzontale. Si prendono delle pinze (con le punte rivestite da tubetti di plastica) e si curva la parte superiore seguendo la curvatura delle lenti. Si recuperano 4 viti autofilettanti da 1mm (dentro ai lettori CD se ne trovano a iosa) e se necessario con un rotary tool le si appuntiscono. 4 fori sulla montatura e si fissa il tutto dopo aver forato anche le lenti di plastica. Per essere fatto a mano, senza attrezzi di precisione, con una puntina da trapano che vibra e non sta mai al centro, con i fori mai perfettamente allineati, praticati su un astina da 2,5 millimetri.... beh, non è facile ma nemmeno troppo difficile. Ci vuole volontà, pazienza, manualità e ci si può riuscire anche al primo colpo. Il risultato è eccellente. Un nuovo paio di occhiali da tenere in laboratorio, esteticamente carini. Poco importa se le viti sporgono un pò, è il prezzo da pagare per tenere le discariche pulite e le tasche dei commercianti vuote, così imparano a votare B o B e poi lamentarsi sempre...maledetti. Alla prossima.

P.S. Il ciuco è nella stalla e l'occhio vuole la sua parte. Ripeto:  Il ciuco è nella stalla e l'occhio vuole la sua parte.

lunedì 24 giugno 2013

Termoconvettore Ardes mod. 465

E prima o poi si doveva rompere anche questo, che mi è stato consegnato con la solita premessa..." ...dacci un occhiata che fa un rumore strano... ". Ok. E' più la curiosità che mi spinge ad accettare di fare questi favori che altro (oltre al fatto principale che è del mio unico scoiattolo preferito). L'apparecchio è un termoconvettore, o a dirla più raso terra, uno scalda aria, da 1000 o 2000 watt, adatto per piccoli ambienti, tipo il bagno con la doccia. D'inverno, in un appartamento riscaldato a legna è una manna dal cielo (che il gas ormai tra costi fissi ed iva costa troppo e non se lo può permettere una famiglia composta da uno studente, un disoccupato ed una pensionata). Se si usa con parsimonia l'energia elettrica solo dove serve, ci si può permettere anche questo piccolo lusso.
Per aprirlo, occorre avere la punta a "tre ali", una forma particolare che si sono inventati giusto per rompere i coglioni ai riparatori ed impedire che qualche imbecille si possa far male o peggio creare danni. Non basta andare al brico e comprare il set con tutte le punte da cacciavite possibili... serve anche uno stelo lungo con aggancio della punta meno grossa per svitare quelle incassate ad una profondità calcolata per superare di pochi millimetri quella standard usualmente in commercio (nel foro non entra la parte che aggancia le punte intercambiabili). Le studiano tutte per costringerci a spendere. Io ho usato un mini cacciavite piatto e per, sostiturle, con il tornio ho ridotto il diametro di un set di viti (di recupero) con la testa a croce, prima troppo grossa per entrare nei fori. Una modifica doverosa per evitare di bestemmiare alla prossima eventuale riparazione.
All'interno, un motore, un circuito di alimentazione, due relè, un timer, un pannello di comando con ricevitore IR per il telecomando, una ventola tangenziale e l'elemento riscaldante a due stadi, 1000 e 2000 watt, niente di particolarmente attraente, a parte il motore, il circuito di alimentazione, i due relè, il timer, il pannello di comando con ricevitore IR per il telecomando, la ventola tangenziale e l'elemento riscaldante a due stadi . 
Il problema è subito evidente. I supporti del motore, quelli inferiori rispetto il piano di montaggio a muro del ventilatore, sono andati, crepati, frantumati, disintegrati. Ad un analisi più attenta, anche i due superiori presentano delle crepe...mancava poco ed il motore cadeva del tutto. Le viti di fissaggio delle fascette metalliche entravano in un supporto vuoto e le probabili vibrazioni hanno fatto il resto, dato che le fascette metalliche erano direttamente a contatto con il motore. Per riparare?? Occorre premettere che l'apparecchio non tornerà come nuovo, ovvero la riparazione è da intendersi provvisoria. Ciò a causa dell'estrema fragilità della plastica del contenitore ed ad un errore di progettazione congenito. Vorrei suggerire agli "ingenieri" del piffero che hanno "progettato" questo ciòttolo del menga, a questi "dottori" scaldasedie, di farsi una visitina al sito di un loro collega, uno di quelli bravi davvero e che merita rispetto in quanto uno che sa mettere a frutto la propria preparazione accademica, rintracciabile all'url http://www.metaingegneria.com. cit.:"Dal 1996 siamo specializzati nella realizzazione di: Calcoli strutturali mediante analisi agli elementi finiti, Analisi Fluidodinamiche numeriche, Simulazioni cinematiche multybody. Basandoci sui risultati delle simulazioni indirizziamo e ottimizziamo componenti e macchine" (pubblicità gratis...mi manderà un bonifico?? :-D. 
Ecco... uno studio serio avrebbe sicuramente evitato una rottura del genere, in un elettrodomestico per il quale si sarebbe sicuramente speso qualche euro in più, in cambio di una maggiore durata e robustezza. 
Premessa a parte, ho optato per la ricostruzione dei supporti danneggiati riempiendo le cavità con della termocolla dura. Lo so, termocolla ed apparecchio riscaldante non vanno d'accordo e mi sa dovrò intervenire nuovamente con una soluzione diversa, ma spero che la ventola convogli all'esterno il calore ed il motore resti indenne. Ad avere un pò di tempo e pazienza è possibile sostituire la base plastica con una base metallica ben isolata (alluminio) e riutilizzare il coperchio bianco che andrà fisssato con qualche soluzione artigianale (non certo impossibile anche se ho constatato la stessa fragilità nel matriale plastico del coperchio). 
Con l'occasione ho ammortizzato il motore con un sottile strato di gomma, recuperato dalla camera d'aria da mountain bike che ha ceduto dopo 6 anni di onorato servizio in condizioni davvero estreme (una foratura infinitesimale). Avrei potuto usare al posto della termocolla, della colla epossidica bicomponente (sicuramente più resistente) ma difficile da iniettare nelle cavità in quanto poco fluida.
Ok, spero che duri per un pò e che possano morire le discariche.  Inoltre ne ho approfittato per pulire la griglia riscaldante (piena di polvere e quindi meno efficente) e la ventola (su cui si deposita sempre uno strato di polvere che inevitabilmente viene messa in circolazione nell'ambiente ad ogni accensione).
Nel fare la pulizia interna ho scovato anche due nidi di insetto, una specie di vespino che nidifica costruendo un bozzolo di terra (fango). Mi immagino il numero di viaggi dalla pozzanghera sino al bagno al terzo piano solo per depositare le uova. L'apparecchio viene usato solo pochi mesi l'anno...quale miglior posto protetto dai predatori che l'interno di un termoconvettore? (LOL)
Ah, dimenticavo...non ho idea di quanto costi ma... evitare di acquistarlo sarebbe solamente una rinuncia di un elettrodomestico di scarsa qualità, progettato malissimo, poco durevole, inaffidabile, mangiarisparmi e francamente bruttino (de gustibus...). Meglio spendere qualche euro in più, evitando i giudizi e le recensioni prezzolate che si trovano in giro per la rete. Alla prossima. 

P.S. Il nido è vuoto. Ripeto: il nido è vuoto. 

martedì 4 giugno 2013

Annuncio di disservizio

Causa momentanea distrazione, si comunica che non è stato possibile odiarvi tutti indistintamente. Spiacente per il disagio arrecato, il problema verrà risolto entro pochi minuti.

P.S. sta arrivando l'estate. Ripeto: sta arrivando l'estate

Viti da legno

Sono un pò di giorni che sto costrunedo una baracca per gli attrezzi, in legno recuperato da dei vecchi bancali che mi sono procurato quà e là. Devo assemblare la struttura e quale miglior metodo che delle viti da legno? (niente colla che all'aperto sotto il sole dura qualche giorno e poi si sfalda). Di viti di recupero ne ho una scatola 4x35mm (diametro 4 lunghezza 35mm). Il problema è che sono quelle filettate interamente e si sa che sono migliori quelle parzialmente filettate in quanto così si riesce a "tirare" il pezzo più in profondità. Vado dal ferramenta, gli porto il campione. La ferramenta, ove saltuariamente mi rifornisco solo perchè è a tiro di bicicletta e solo se ho fretta, è un pò particolare. E' gestita dalla terza generazione...i figli, tutti laureati con tanto di master in "varie ed eventuali" fanno quello che possono, dato che all'università di sicuro nessuno ha spiegato loro la differenza tra un bullone del sei ed una chiave a pappagallo. Mentre ero lì, ho visto consegnare la testa di un decespugliatore da 8 mentre il campione era da 10... fortuna che il babbo se ne è accorto "ad occhio". Quindi...autodidatti e la laurea nel cesso ovviamente (che non si capisce come l'abbiano presa). La mamma, figlia d'arte di suo babbo che ho conosciuto da piccino, dà una mano al bancone e stavolta è toccata a mè. Prende il calibro digitale, misura la vite campione, la annota nel foglio ove poi scarica a mano il magazzino (anche se sul bancone troneggia un computer con tanto di lettore di codici a barre!) e si ritira ai piani alti, nel magazzino inaccessibile ai clienti. Il negozio è una casa privata degli anni 50, enorme, piena di scaffali, stanze, pertugi, cortili interni, scalette, vani adibiti a ripostiglio, da perdersi, pieno zeppo delle cose più impensabili che a cercarle al Brico non si trovano. Con l'occasione acquisto anche delle viti 4x70. La titolare scende dopo alcuni minuti (lasciati trascorrere per dare la possibilità al cliente di curiosare tra la merce esposta (si sa mai che gli venga voglia di acquistare qualcos'altro)) con le due scatole. Pago 19 euri e torno soddisfatto per terminare il lavoro, relegato come compito della domenica. Per mera curiosità, apro le scatole e controllo... un pacco è di viti 4x40 e non 4x35! la punta spunta dalla parte opposta e tra mille bestemmie e maledizioni avverso la commerciante disonseta (ed a tutta la categoria, tanto sono davvero tutti uguali, ci provano) mi tocca mettermi l'animo in pace e preparare il discorso per martedì, dato che è sabato e lunedì è chiuso. 
Torno oggi, carico come una molla per morderla alla giugulare e faccio presente del disguido...nessun problema, dice che me le da giuste stavolta, dopo essersi offerta, sottovoce e girata dall'altra parte, a dire "te le cambio....se vuoi" (come "se voglio"? me le DOVRESTI cambiare!!! ma lascio perdere, sono di animo buono). Chiama il Dott. figlio e lo manda al piano superiore a prendere la scatola giusta con tanto di vite campione in mano. Il ragazzino torna con la scatola e sorpresa!! ancora 4x40!! ma allora sei scemo tu e la tu mamma bischera!! Grandissima testa di c*zzo! ma ti sei laureato un albania assieme al trota?? Altro giro altra corsa e veloce che ora per colpa tua ho pure fretta! Torna con la scatola giusta, non senza aver ricevuto la battuta..."...ma per caso hai un surplus di magazzino di viti da legno 4x40 parzialmente filettate che non riesci a vendere?.." Pago 19 euro e torno soddisfatto a casa. La mia innata onestà, incuclcata a sberle da una dura educazione di una volta, mi vorrebbe obbligato a far presente che per due scatole la volta prima ho pagato la stessa cifra di ora per una scatola sola (ma forse stavolta l'ho pagata il doppio!). Ma al pensiero di essermi in qualche modo "vendicato" da un torto mi convince a desistere. Stavolta è toccato a te, ed a me restano 500 viti "agratis" ma inutilizzabili in magazzino, dovrò trovarci un applicazione prima che arrugginiscano. Alla prossima.

P.S. la vite non da uva. ripeto: la vite non da uva.