domenica 10 giugno 2012

Sigarette fai da te (parte 18 - a look inside)

E non potevo fare a meno di verificare visivamente cosa accade all'interno di un cartomizer, per cui ho chiesto ad "unaltroamico" di verificare con un piccolo microscopio usb, appoggiando la lente in prossimità della resistenza... dovrò decidermi di costruirmene uno prima o poi.
Nel video (http://www.youtube.com/watch?v=mccoqhXEUao) la ripresa "live" del funzionamento, dove si notano tre esempi di resistenza a tre livelli di usura ed utilizzo. 

Il cartomizer in questione è il Phantom V2 per la serie 50x, dal serbatoio trasparente ed abbastanza capiente per soddisfare accaniti svapatori in cerca di qualcosa da succhiare che soddisfi il palato e la lingua. 
Si nota chiaramente la formazione delle goccioline di vapore che restano in sospensione nell'aria seguendo i movimenti convettivi o precipitando sulla resistenza stessa appena si raffredda. Si nota inoltre che:

  • le resistenze non sono tutte uguali ed il vapore si forma solo in prossimità del filo a contatto con il wich assorbente non ricoperto da incrostazioni. 
  • la formazione del vapore è pressochè istantanea (al click del bottone) e particolarmente "abbondante" in questo modello di cartomizer anche in caso di uso intenso
  • le incrostazioni ovviamente, se particolarmente spesse, impediscono la formazione corretta del vapore
  • non tutte le resistenze appaiono avvolte a contatto con il wick  impedendone un corretto funzionamento
  • non tutte le resistenze hanno lo stesso numero di spire di avvolgimento
  • le fibre del wick si spezzano e così contribuiscono poco all'assorbimento completo del liquido
In sintesi... sembra che il concetto di "qualità" in oriente sia molto aleatorio e soggettivo. A questo si aggiunga il problema dei liquidi fatti in casa. Sembra (voci di corridoio) che una minima percentuale di acqua in più o meno rispetto alla glicerina vegetale, provochi enormi differenze in termini di resa sia aromatica che di produzione di vapore corposo e pieno. Per cui... acquistare i liquidi preconfezionati? Giammai! C'è poco da fidarsi. La ormai proverbiale avidità e disonesta di certi commercianti senza scrupoli (che sembra si riproducano velocemente nel vostro paese delle banane), ha creato un circuito commerciale di liquidi preparati alla meglio, magari in cantina e nel sottoscala, in condizioni igieniche sconosciute (ma a pensar bene, sicuramente precarie), complice anche gli altissimi ricarichi praticati e gli ampi margini di guadagno. Conviene, sicuramente, farseli in proprio cercando di dosare al meglio le quantità degli ingredienti e degli aromi come suggerito dai produttori delle materie prime. Alla prossima. 

P.S. il brodo di giuggiole è in caldo. Ripeto: il brodo di giuggiole è in caldo. 



5 commenti:

Anonimo ha detto...

Ed ecco perché un atom incrostato rende molto meno di uno pulito (anche se personalmente trovo che la wick debba rodarsi un pò per dare il meglio)!

unamico ha detto...

concordo sul rodaggio del wick. per le incrostazioni... si possono "bruciare" (dry-burn) ma non torna mai come nuovo.
grazie per il commento

Anonimo ha detto...

personalmente ho deciso (da poco a dire il vero) di abbandonare il dryburn (mi fido sempre meno delle fibre che inaliamo abitualmente)... c'è da passare alla mesh!

Ps: bel blog!

Anonimo ha detto...

ti ho riportato il bel articolo nel forum svapo, spero sia di tuo gradimento!

http://www.svapo.it/sigaretta-elettronica-forum/discussioni-generali/ecco-cosa-succede-dentro-un-phantom.html

unamico ha detto...

beh... il permesso di chiede prima, invece di comunicare a cose fatte. Magari se ci mettevi del tuo e proponevi il link, forse era meglio...
:-P