lunedì 13 dicembre 2010

Sigarette fai da te - (parte 13) Cartomizer burn device

Nonostante lo sciopero indetto al post precedente, oggi non me la sono proprio sentita di starmene "con le mani in mano". Ho in programma una breve trasferta in Toscana per natale e capodanno e sono a corto dei cartomizer ed.2 M40X che uso abitualmente (il mio fornitore in prova lamenta danni da alluvione...occorre rifare l'ordine). Come già spiegato, i cartomizer ceramici si possono rigenerare quasi all'infinito procedendo con la bruciatura in cenere dei residui che si vanno a formare sull'elemento riscaldante (ho già spiegato la procedura). Ma quando sono in trasferta, mi serve un dispositivo portatile per la rigenerazione, non certo la basetta provvisoria che ho realizzato tempo fa, priva di alimentazione autonoma. Allora ho deciso di costruirmi la "versione viaggio", alimentata a 230 volts e dotata di contenitore da mettere in valigia. Pensavo all'inizio di progettarmi un alimentatore lineare, tarato con il valore di tensione necessario.
A causa delle dimensioni generose del trasformatore, ho optato per una soluzione alternativa, più leggera e compatta. Ho sgusciato un paio di adattatori AD/DC 220/5V usb da muro, pagati pochi centesimi (ordine cinese ovviamente). Perchè due? Perchè ciascuno supporta 500 mA e la resistenza alimentata assorbe 1,2A (misurati). Nonostante l'assorbimento sia superiore alla capacità nominale degli adattatori, ho considerato che, visto l'utilizzo non continuativo e le tolleranze in gioco, mettendone due in parallelo dovrei riuscire a non mandarli in fumo. In serie all'interruttore ho messo due resistenze in parallelo (calcolate sperimentalmente) una del valore di 1 ohm e l'altra del valore di 1,2 ohm, in modo da ottenere un valore risultante che non si trova in commercio ma mi assicura la giusta caduta di tensione per evitare che i 5V uccidano il cartomizer. Il contenitore plastico è di un vecchio caricabatterie già svuotato per recuperare trasformatore e regolatore di corrente (un altro progetto in cantiere...he he he).
L'attacco filettato, su cui va avvitato il cartomizer, proviene da una batteria morta. Per toglierlo dalla sede, basta prendere la batteria defunta, avvitarci un atomizzatore (morto anche lui) ed esercitare una certa pressione laterale (dondolante) sino a quando non esce, facendo attenzione ad essere delicati in quanto il metallo che compone il pezzo da estrarre è molto più fragile del tubo metallico protettivo esterno. E' comunque un metallo che si presta facilmente alla stagnatura dei fili di collegamento. I due adattatori vanno messi in parallelo (più col più, massa con massa). L'uscita si collega dopo aver dissaldato la presa USB (da conservare per altre applicazioni) che risulta fissata in due punti corrispondenti allo chassis metallico e nei due pin esterni. Facile. Lo schema dei collegamenti è talmente banale che è un insulto pubblicarlo qui. L'attacco filettato (diametro 8mm) è infilato su una basetta di rame da 3 mm (ma qualsiasi metallo va bene) recuperata da un amico riparatore che me ne ha regalato un pezzo troppo piccolo per i suoi dissipatori artigianali. Dovrebbe andare bene anche un pezzo di grondaia in rame di recupero (forse troppo sottile)...il rame è tenero e facile da lavorare, oltre a dissipare bene il calore. In alternativa si può usare un pezzo di alluminio che si trova subito dopo la scala dei conduttori elettrici e termici rispetto al rame. Al posto del pulsante ho usato un interruttore... pulsanti da pannello...finiti...sic.
Bene, un oretta di lavoro, fra una svapata e l'altra, e tutto funziona...collaudo OK. Ora posso partire tranquillo. Alla prossima, sciopero permettendo.

P.S. la quaglia è nel tegame. Ripeto: la quaglia è nel tegame.

AGGIORNAMENTO: Da un collaudo più approfondito ho misurato che, dopo un certo numero di utilizzi, la tensione in uscita si abbassa a 3,12 volts, tensione sufficiente per rendere incandescente al minimo la resistenza ma che rende più lungo il processo di bruciatura. Per ovviare ho usato un trasformatore di recupero ed un regolatore di tensione 7805 con le stesse resistenze in serie già calcolate. In questo modo la tensione a pieno carico ai capi del cartomizer è di 4,18 volts...perfetta.

1 commento:

Anonimo ha detto...

unamico...sei stratosferico. E' un pò che ti seguo ma ogni volta mi stupisci sempre di più. Grazie.
Volverine

P.S. noi non si butta nulla. Ripeto: noi non si butta nulla.