venerdì 8 ottobre 2010

Sigarette fai da te - (parte 11) Sperimentazioni con i Cartomizer C-E2 M series

Nel rigenerare i cartomizer ceramici C-E2 M series, già visti nei post precedenti, dove spiego il metodo per rigenerarli, ho deciso di costruirmi una scatoletta all-in-one per la procedura di dry-burn (o burn-out, come si preferisce definirla). Ho stabilito che la tensione adatta di bruciatura deve essere di 3,7 volts per questi atomizzatori, valore massimo per garantire la continuità di funzionamento dopo la procedura ed eliminare totalmente il rischio di fondere il filo incandescente. Valori più alti, aumentano il rischio di bruciare l'atomizzatore vanificando la procedura di ripristino. Un atomizzatore rotto è buono solo per il cestino...o quasi. 
Ho verificato inoltre che l'alimentatore inizialmente usato, a tensione nominale di uscita impostata a 4,5 volts, durante l'alimentazione eroga solo 3,3 volts in diminuzione con l'aumentare della temperatura dei suoi circuiti interni. A 3,3 volts il filo dell'atomizzatore diventa incandescente, e si riesce ancora a pulire per bene l'atomizzatore, con un pò di pazienza. Ma io non mi accontento, per cui ho deciso di progettare un sistema che mi eroghi esattamente 3,7 volts. Una prima sperimentazione con uno zener da 3,9 volts mi ha un pò deluso. Tensione di ingresso 4,94 volts, resistenza di zener da 1 ohm, tensione "stabilizzata" che cala a 3,3 volts circa, fuori dalle specifiche del costruttore. Boh. non ci siamo, devo aver sbagliato qualcosa. Allora, considerato che l'assorbimento del carico è costante e resistivo, ho optato per una volgarissima resistenza di caduta. Innanzitutto sono incappato nuovamente nell'errore del tester di misura che per bassi valori ohmici mi da dei risultati sballati. Ho quindi dovuto optare per le sperimentazioni. Alla fine sono arrivato a calcolare una resistenza di caduta di 0,55 ohm in serie al carico. L'ho ottenuta mettendo in parallelo una resistenza da 1,2 ohm con una da 1 ohm, al 5% e da 1/4 di watt. In questo modo misuro ai capi dell'atomizzatore, 3,78 volts (errori del tester permettendo) alimentando il tutto a 4,94 Volts. L'assorbimento  di corrente dovrebbe quindi aggirarsi su un ampère o qualcosa di più, presi dall'alimentatore progettato riutilizzando il componente di regolazione PT78HC205H smontato dall'access point di molti post fa. Per realizzare quindi lo scatolotto (mi dovrò inventare un nome), prevedo di utilizzare un adattatore 220/5V usb da muro, sgusciato, così evito di dover utilizzare la soluzione a trasformatore e ponte di diodi (meno peso e meno ingombro).  Anche se quelli che ho (di un kit Vogue) erogano solo 500mA +/- 50mA, posso sempre usarne un paio da usare in parallelo...forse, farò degli esperimenti. Un paio di interruttori e la cosa si può fare tranquillamente con un paio d'ore di lavoro. Con il tempo, potrei anche sfruttare il post scritto per la progettazione del PWM con 555, in modo da automatizzare le fasi di asciugatura con dei tempi di Ton e Toff a 10 secondi e con un deviatore poi passare manualmente alla bruciatura vera e propria. Il massimo sarà quando riuscirò a progettare una soluzione a microprocessore completa di display grafico, magari uno schermo recuperato da un vecchio cellulare, che automatizzi il ciclo completamente senza bisogno di intervenire...mmm, soluzione didatticamente stimolante ed interessante,  troppo geek, vedremo. Mi sento per ora come il personaggio del cartone animato "Piovono polpette"... Appena termino un lavoretto che sto portando avanti, mi ci metto a costruirlo, giusto per velocizzare le operazioni di lavaggio e ripristino dei cartomizer attualmente in uso. Nel frattempo, svapo alla grande e fanchiulo alle multinazionali del tabacco. Alla prossima.

P.S. Sandro guarda 3 gradi a nord verso la grande quercia malata. Ripeto: Sandro guarda 3 gradi a nord verso la grande quercia malata.

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