venerdì 20 agosto 2010

Sigarette fai da te - (parte 5) Autopsia di un PCC

PCC Vogue (interno)
Prima o poi doveva accadere. La compagna mi informa che il suo PCC (Portable Charger Case o Personal Charging Case della Vogue per e-cig tipo M402) è rotto e non va più. Qualche demente, incapace di tenere le mani a casa sua e rispettare l'altrui proprietà, in sua assenza ha provveduto ad avvitare la batteria più del necessario (non si sa se per imperizia o per volontà di creare un danno). Risultato.... l'attacco interno dove va ad avvitarsi la batteria si è staccato e risulta impossibile utilizzare il carica batterie portatile... va sostituito (così mi tocca fare un secondo regalo). 
In realtà, non vedevo l'ora che accadesse... preso dalla curiosità di aprirne uno per vedere come è fatto all'interno. Per smontarlo, bisogna scollare il blocco dal contenitore (nessuna vite, è solo incollato). Con un cutter a lama sottile, lo si infila nella parte posteriore del contenitore, lato cerniera, internamente fra il porta filtrini ed il dorso della scatola. Si può andare giù sino in fondo senza timore di  tagliare nulla. La colla usata è una specie di "smalto" rigido che salta via facilmente se il cinese di turno è stato parsimonioso. Fatta questa operazione, basta tirare il blocco interno che se ne esce compatto. L'interno è composto ovviamente dalla batteria (al litio), l'elettronica per la ricarica e gli innesti per la batteria esterna e la presa per il carica batteria da muro. Una rapida occhiata ed il problema di questo PCC salta subito all'occhio. Il filo nero di massa è scollegato dalla ghiera femmia che alloggia la batteria da ricaricare. Basta un puntino di stagno, un pò di termocolla e tutto torna come nuovo (un altra riparazione di unamico...he he hee). 
Per quel che riguarda il circuito elettronico interno, non sono ancora riuscito a de-ingegnerizzarlo, mi mancano i data sheet dei componenti elettronici utilizzati (SMT) che sono:
n°2 SL1051B - molto probabilmente dei regolatori di carica, uno per la batteria interna ed uno per la batteria esterna
n°3 SS14 - diodi fast (D1, D2, D3)
n°2 B772 - probabilmente transistor (Q1 e Q2)
n° 2 induttanze (sono quelle verdi che assomigliano a delle resistenze)

Di recuperabile, in caso di disassemblaggio, c'è la batteria interna (per applicazioni di robotica, aeromodellismo) e due led bicolori a due terminali (verde e rosso) da 3mm.  L'attacco femmina per le M402 (il cui terminale positivo centrale è ammortizzato su una molla che fa anche da interruttore) potrebbe essere utilizzato per sperimentare degli atomizzatori fatti in casa, specialmente per chi non ha i macchinari per farseli (qualcuno lo ha fatto con ottimi risultati). Che dire? Sto aspettando si rompi anche un PCC smoore, per vedere le differenze costruttive. Mi terrò aggiornato. Alla prossima.

P.S. Il succo d'arancia è rosso e la banana non è dritta. Ripeto: Il succo d'arancia è rosso e la banana non è dritta.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Mi consigli uno smoore o un vogue ?

Lo smoore ha il display lcd che a parole, sembra MOLTO utile...

ma dici che il vogue è rifinito meglio...

Ho un kit m402 vogue, cosa mi consigli ?

unamico ha detto...

il PCC smoore lo devo ancora smontare. solo analizzando l'elettronica (circuito e componenti) e la parte "meccanica" interna (assemblaggio e costruzione) posso dare un parere motivato che abbia un senso. In ogni caso il display è mooooooolto utile e comodo, per cui...puoi aspettare che il tuo kit vogue perda la capacità di carica della batteria interna e poi cambiare modello, così ti rendi conto di persona. Grazie per il commento. ciao